Pensione per lavoratori precoci con meno contributi, le possibilità

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03/08/2020

Pensione lavoratori precoci, se non si ha un’anzianità contributiva di 41 anni di contributi, come si può aderire? Ecco la soluzione e come fare domanda.

Pensione per lavoratori precoci con meno contributi, le possibilità

Per lavoratori precoci si intende il lavoro prestato prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Ai lavoratori precoci è riservata la possibilità di uscire dal lavoro anticipatamente con la pensione Quota 41, che oltre al lavoro precoce prevede altri requisiti e tutele. La pensione lavoratori precoci quota 41 è una misura inserita nel pacchetto pensioni news e non ha scadenza, salvo modifiche apportate con la nuova riforma pensioni

Pensione per lavoratori precoci: requisiti

I requisiti per accedere alla pensione lavoratori precoci quota 41 prevedono oltre al versamento di un anno (52 settimane) di contributi (versati anche in modo non consecutivi), un’anzianità contributiva di 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica, che il lavoratore si trovi nelle seguenti tutele: 


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Il decreto legge numero 4/2019 ha stabilito una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti; questo significa che il lavoratore per percepire il primo rateo di pensione deve attendere tre mesi. 

Contributi mancanti cosa fare?

Un lettore ci scrive: “Prima di tutto grazie per il vostro lavoro, 59 anni età, 38 contributi lavoro dipendente, lavoratore precoce da 17 anni, inizio 1979, senza un minimo reddito… Che mi resta visto che nemmeno la salute accompagna, il suicidio? Se potete ..datemi una mano grazie e buon tutto”.

Mi dispiace per quello che sta vivendo e purtroppo, il nostro sistema previdenziale e pieno di norme e cavilli che lasciano poco margine. 

Se è un lavoratore che ha perso involontariamente il lavoro e ha terminato di percepire la Naspi da almeno tre mesi (dice di non avere reddito, quindi deduco che ha terminato la disoccupazione indennizzata), potrebbe accedere alla quota 41 ma le mancano tre anni di contributi. L’unico modo per arrivare a 41 anni di contributi, se non riesce a trovare un lavoro, può versare i contributi volontari che sono utili a tutti gli effetti al pensionamento.  I contributi volontari non sono retroattivi e sono versati per il periodo in corso. 


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Le consiglio di recarsi ad un patronato e con loro effettuare una simulazione del costo per vedere se può sostenere tale spesa. 

Se non ha reddito sempre al patronato, può verificare se rientra nel reddito di cittadinanza o reddito di emergenza, non è molto ma la può aiutare a superare questo momento difficile.

Esiste anche un’altra misura a cui potrebbe accedere subito e si tratta della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. La RITA permette di percepire una rendita fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Per i lavoratori disoccupati da almeno due anni, prevede un anticipo di dieci anni, a patto di aver versato almeno cinque anni in un fondo pensione. Quindi, possono aderire a questa misura coloro che hanno aderito nel tempo ad un fondo previdenziale integrativo. Per approfondimenti su questa misura, consiglio di leggere: Pensionamento con la RITA: requisiti, aspetto fiscale e convenienza, guida completa