Pensioni a 62 anni e quota 41 subito: l’urgenza di una riforma

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25/06/2020

Alla luce di quanti lavoratori stanno perdendo lavoro e di quanti lo perderanno a causa delle ripercussioni economiche dell’emergenza sanitaria, la riforma pensioni appare urgente.

Pensioni a 62 anni e quota 41 subito: l’urgenza di una riforma

La riforma pensioni appare, in questo momento, come un qualcosa di molto urgente anche per garantire una maggiore flessibilità in uscita a tutti coloro che hanno perso o dovuto chiudere la propria attività a causa dell’emergenza sanitaria da epidemia di Coronavirus.

Riforma pensioni urgente

Secondo uno studio della UIL la riforma pensioni a questo punto, non serve soltanto per andare ad offrire un’alternativa alla scadenza della quota 100 il 31 dicembre 2021, ma anche a tutelare i lavoratori più anziani rimasti disoccupati a causa del COVID-19 o coloro che perderanno a breve il lavoro per la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria.

Lo strumento atto a garantire una maggiore flessibilità in uscita sarebbe un sistema previdenziale allineato con l’Europa che permetta il pensione intorno ai 62 anni di età, in questo modo si potrà andare a tutelare le persone escluse dal mercato del lavoro.

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Si ricorda che di riforma pensioni si parlava fià prima dell’emergenza sanitaria per andare a tamponare la scadenza della quota 100, ma adesso, più che mai, l’emergenza sanitaria deve fungere da spinta per lavorare molto più seriamente ad una riforma previdenziale che prevede altre misure di pensionamento.

Pensione con quota 41 per tutti

Anche se il dibattito sulla riforma pensioni è stato sicuramente arrestato dall’emergenza coronavirus, e il tavolo di confronto previsto tra Governo e sindacati lo scorso 13 marzo non si è tenuto, per ovvi motivi, l’idea che alcune componenti della politica stanno riportando in auge è la cosiddetta quota 41 per tutti.  A prescindere dall’età e senza alcun paletto, quindi, tutti potrebbero accedere al pensionamento con 41 anni di contributi.

Ovviamente le priorità del governo, proprio a causa della pandemia che ha messo in ginocchio l’economia dell’Italia, sono cambiate e la riforma pensioni è passata in secondo piano per dare spazio e coperture economiche ai sussidi previsti per famiglie, lavoratori ed imprese.

Optare per la quota 41, infatti, costerebbe alle casse dello Stato 12 miliardi di euro, una cifra non facilmente sostenibile soprattutto in questo periodo che lo Stato sta distribuendo euro con i bonus per un possibile rilancio dell’economia italiana.

Al momento, ovviamente, e fino a quando non riprenderà il tavolo di confronto tra governo e parti sociali, siamo solo avanzando quelli che sono ipotesi e scenari.

Secondo la UIL, inoltre, importante sarebbe, per dare maggior potere di acquisto ai pensionati, estendere la quattordicesima alle pensioni con importo mensile massimo di 1500 euro.


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