Pensioni anticipate 2021, ecco le regole per uscire prima dal lavoro nel nuovo anno

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18/01/2021

Pensioni anticipate 2021, ecco le regole per uscire prima dal lavoro nel nuovo anno

A poche settimane dall’inizio del 2021 molti lavoratori in età avanzata si chiedono come funzionano le pensioni anticipate nel nuovo anno. La nuova legge di bilancio ha portato solo ad alcuni ritocchi rispetto alla situazione precedente, confermando alcune opzioni sperimentali che risultavano in scadenza. Sostanzialmente, per la platea generale dei lavoratori restano in essere le regole dettate dalla legge Fornero e dalla quota 100.

Chi vive particolari condizioni di disagio potrà invece contare su alcuni meccanismi provvisori. Quest’ultimi consentono uno sconto anche importante rispetto ai requisiti ordinari. In tal senso, ricordiamo innanzitutto che le regole di accesso alla pensione di vecchiaia prevedono la maturazione di almeno 67 anni di età con 20 anni di versamenti. Questi due parametri possono quindi essere presi come riferimento per capire a quanto ammonta lo sconto possibile tramite le opzioni di accesso anticipato alla pensione disponibili nel 2021.


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Pensioni anticipate 2021, quali sono le regole previste dalla legge Fornero

Partiamo dal presupposto che la legge Fornero prevede già al suo interno diverse opzioni di accesso anticipato alla pensione. È il caso ad esempio di coloro che hanno iniziato a versare prima del 1° gennaio 1996. Essendo inseriti all’interno del sistema contributivo puro, questi lavoratori possono ottenere uno sconto di tre anni rispetto al normale requisito anagrafico. Diventa quindi possibile accedere all’Inps con 64 anni di età, purché l’assegno risulti uguale o superiore a 2,8 volte la pensione minima.

In alternativa, la riforma del 2011 prevede comunque la possibilità di accedere alla pensione indipendentemente dall’età effettivamente maturata. In questo caso, è necessario però aver effettuato versamenti validi per almeno 42 anni e 10 mesi. Per le donne il parametro scende di un anno a 41 anni e 10 mesi. È utile sottolineare che al futuro assegno non viene applicata alcuna penalizzazione. Resta però la finestra mobile di tre mesi di attesa al fine di poter ricevere il primo emolumento previdenziale da parte dell’Inps.


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Pensioni flessibili nel 2021 con quota 100, quota 41 e APE sociale

Il 2021 rappresenta anche l’ultimo anno utile per accedere alla pensione anticipata tramite la quota 100. Il meccanismo consente l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di anzianità contributiva. Non vengono applicate penalizzazioni, ma c’è l’obbligo di interrompere l’attività lavorativa dipendente o autonoma. Fanno eccezione i redditi occasionali per una cifra massima di 5mila euro l’anno.

In alternativa chi vive le condizioni di disagio previste dal legislatore può beneficiare anche della quota 41 e dell’APE sociale. I casi sono gli stessi per entrambe le opzioni. Rientrano i disoccupati di lungo termine che hanno esaurito le indennità di disoccupazione (Naspi). Gli invalidi con riconoscimento uguale o superiore al 74%. I caregiver e gli addetti alle mansioni gravose o usuranti.

Per l’APE sociale è indispensabile aver maturato dai 30 ai 36 anni di versamenti, in virtù della situazione specifica. Per la Quota 41 serve aver effettuato versamenti all’Inps per almeno 41 anni, mentre è indispensabile anche aver contribuito per almeno 12 mesi prima del compimento del 19mo anno di età.

Le pensioni anticipate per le lavoratrici: nel 2021 si esce dai 58 anni con l’opzione donna

Infine, una particolare opzione è disponibile per quelle lavoratrici che hanno accumulato almeno 35 anni di versamenti. Si tratta dell’opzione donna, prorogata in via sperimentale anche nel 2021. Il parametro anagrafico di riferimento è di 58 anni per le dipendenti e 59 anni per le autonome. Bisogna però accettare il penalizzante ricalcolo contributivo dell’assegno, che può portare perdite rispetto al pensionamento ordinario anche del 20% – 30%.

L’opzione donna prevede inoltre una finestra mobile di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, che si estende fino a 18 mesi per le autonome. Prima di procedere alla richiesta di pensionamento sarà quindi importante effettuare delle valutazioni attente rispetto alla effettiva convenienza, stante che la scelta di adottare questa misura di quiescenza risulta irreversibile.