Pensioni anticipate 2022: le opzioni disponibili dal prossimo gennaio per uscire dal lavoro

-
21/06/2021

A partire dal 2022 ci sarà lo stop alla quota 100, mentre si è in attesa di conoscere quale sarà l’impatto della nuova riforma. Ecco le opzioni disponibili al momento per ottenere comunque l’ingresso nell’Inps.

Pensioni anticipate 2022: le opzioni disponibili dal prossimo gennaio per uscire dal lavoro

L’accesso alla pensione anticipata continua a restare uno degli obiettivi chiave per molti lavoratori in età avanzata. Arrivati ormai alla metà dell’anno è giunto il tempo di cominciare a fare i conti per coloro che si apprestano a uscire dal lavoro dalla fine del prossimo semestre.

Avendo il proprio estratto contributivo previdenziale in mano è già possibile cominciare a capire quale sarà la misura più vicina per ottenere l’agognata quiescenza nel 2022. Tutto ciò, tenendo a mente l’esaurimento della quota 100 entro la fine di dicembre e l’incertezza relativa alle ipotesi di riforma del sistema.

Pensione anticipata ordinaria dal 2022: ecco i criteri per accedere all’Inps con la legge Fornero

A tal proposito, bisogna innanzitutto evidenziare che nel 2022 i criteri previsti per l’accesso all’Inps con la legge Fornero resteranno i medesimi. La pensione ordinaria continuerà a essere erogata dal prossimo gennaio a partire da 67 anni di età con 20 anni di versamenti, mentre la pensione anticipata della legge Fornero sarà disponibile per tutti coloro che matureranno almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti.


Leggi anche: Fondo imprese in difficoltà: domande in riapertura

Per le donne è previsto uno sconto di un anno, pertanto l’asticella si abbassa a 41 anni e 10 mesi. In questi due ultimi casi specifici, non è previsto il raggiungimento di alcun vincolo anagrafico e non vengono applicate penalizzazioni. Per ottenere il primo assegno bisognerà inoltre attendere una finestra di 3 mesi. Resta però il fatto che l’importo dell’assegno risulterà più basso rispetto a quello erogato secondo le regole della pensione di vecchiaia.

La pensione anticipata dai 64 anni di età con il sistema contributivo puro

Per i lavoratori iscritti al sistema contributivo puro è inoltre possibile ottenere la pensione anticipata nel 2022 a partire dai 64 anni di età. In questo caso, bisognerà aver maturato almeno 20 anni di contribuzione e un importo uguale o superiore a 2,8 volte la pensione sociale. La prossima riforma potrebbe inoltre intervenire su quest’ultimo parametro, che per i sindacati risulta eccessivamente penalizzante.

L’opzione risulta infatti difficile da esercitare per coloro che hanno avuto stipendi bassi o lavori precari e discontinui. Il sistema contributivo puro è accessibile per coloro che hanno iniziato a versare dal 1° gennaio 1996. Con 26 anni di storia contributiva massima, di fatto l’opzione dell’uscita anticipata dai 64 anni è possibile in particolare per coloro che hanno avuto stipendi medio – alti.


Potrebbe interessarti: Imu seconda rata: scadenza del 16/12, esenzioni e riduzioni

Le altre opzioni di flessibilità previdenziale disponibili nel prossimo anno

Per i lavoratori precoci che possiedono i requisiti di legge resterà possibile anche nel 2022 accedere alla pensione anticipata con 41 anni di versamenti. È necessario rientrare tra le seguenti categorie:

  • disoccupati di lungo termine (avendo esaurito la Naspi).
  • Invalidi con riconoscimento minimo al 74%.
  • Caregivers.
  • Lavoratori che hanno svolto le attività gravose o usuranti previste dalla legge.

In tutti questi casi, risulta indispensabile aver versato almeno un anno di contributi prima del compimento del 19mo anno di età.

Infine, un’ultima opzione di accesso anticipato alla pensione è offerta dalla RITA. Il meccanismo di prepensionamento si appoggia al sistema previdenziale privato, cioè ai fondi pensione. I requisiti prevedono nel primo caso almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza integrativa, la cessazione dell’attività lavorativa e 20 anni di versamenti all’Inps. Occorre inoltre maturare l’assegno ordinario nei 5 anni successivi.

Nel secondo caso è possibile ottenere la RITA con 5 anni di iscrizione ai fondi pensione e uno stato di disoccupazione superiore ai 24 mesi. La pensione anticipata è richiedibile con un massimo di 10 anni di anticipo rispetto ai requisiti ordinari di accesso all’Inps.