Pensioni anticipate 2023, si allontana la riforma

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06/10/2022

Pensioni anticipate 2023, si allontana la riforma

La tempesta perfetta che stiamo vivendo sul piano energetico ed economico allontana la prospettiva di una rivisitazione profonda del sistema pensionistico. Le pensioni anticipate 2023 potrebbero quindi passare per una semplice proroga delle opzioni considerate come indispensabili per i lavoratori che vivono situazioni di disagio. Mentre opzioni più dispendiose sembrano rimandate a momenti maggiormente favorevoli.

È questo il quadro che si delinea dopo le elezioni dello scorso 25 aprile. Il governo di centro destra sta ancora attendendo di entrare nel pieno delle proprie funzioni. Ma i tempi tecnici e soprattutto le evidenze economiche rendono estremamente difficile avviare un intervento di ripensamento della legge Fornero.

Pensioni anticipate 2023: la riforma della legge Fornero è ancora rimandata

Di fatto, per i lavoratori in età avanzata che attendono un cambio di passo la riforma della legge Fornero sembra destinata a essere rimandata per l’ennesima volta. Entro la fine dell’anno dovrà essere approvata la legge di bilancio 2023, ma il governo sarà pienamente operativo solo alla meta di ottobre. Due mesi e mezzo sono un lasso di tempo troppo stretto per ritenere credibile un ripensamento profondo delle norme decise nell’ormai lontano 2011.

In aggiunta, la difficile situazione economica rende alquanto improbabile il rispetto di alcune promesse elettorali, come la quota 41 per tutti. Si tratta della possibilità di ottenere l’accesso anticipato alla pensione a partire da 41 anni di versamenti. Mentre la legge Fornero richiede attualmente almeno 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne).


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Pensioni flessibili, difficile concretizzare la quota 41 per tutti

L’opzione della quota 41 è attualmente disponibile solo per una piccola parte della platea dei lavoratori. Si tratta di persone che hanno versato almeno un anno di contributi prima del compimento del 19mo anno di età. E al contempo, che rientrano nelle situazioni di disagio previste dal legislatore.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha incentrato la propria campagna elettorale sull’estensione della quota 41 a tutti i lavoratori, senza altri vincoli. Con la vittoria del centro destra aumenta l’ipotesi di un intervento in tal senso nel corso della legislatura, ma resta comunque lontana la possibilità che lo scenario possa concretizzarsi nel breve termine.

In aggiunta, occorre anche considerare che le forze del centro destra non puntano in modo unitario sulla quota 41 per riformare il settore previdenziale. Fratelli d’Italia e Forza Italia prevedono all’interno del proprio programma interventi moderati a livello di flessibilità pensionistica.

Riforma pensioni: verso proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna

La vera partita della riforma previdenziale si dovrebbe quindi giocare sul campo dell’Ape sociale e dell’opzione donna. Due meccanismi di prepensionamento in scadenza al prossimo 31 dicembre e che non richiedono ingenti risorse per il rinnovo. In aggiunta, si tratta di opzioni che risultano destinate a lavoratrici e lavoratori in stato di disagio e che quindi possiedono un’ampia valenza sociale.

Nel primo caso le regole attuali prevedono l’accesso alla pensione anticipata a partire dai 63 anni di età e con 30 o 36 anni di versamenti, in base alla specifica situazione di disagio del lavoratore. Nel secondo caso è previsto il prepensionamento a partire da 58 anni di età (59 anni per le lavoratrici autonome) e 35 anni di versamenti. Le lavoratrici devono però accettare il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Un elemento che di fatto concorre a rendere sostenibile la proroga dal punto di vista delle coperture.


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Pensioni anticipate 2023: il tema della quota 102

Un altro tema caldo rispetto alle ipotesi di intervento nel settore pensionistico è infine quello della quota 102. L’opzione ha fatto seguito alla quota 100 e risulta in scadenza alla fine dell’anno corrente. Coloro che matureranno i requisiti in tempo utile potranno comunque utilizzare il meccanismo di prepensionamento anche nei prossimi anni. Ma per chi resterà escluso si profila all’orizzonte un possibile scalone dettato dalla legge Fornero.

Rispetto ad Ape sociale e Opzione donna, i costi di rinnovo della quota 102 risultano ingenti. Non è quindi scontato che il sistema a quote sia rinnovato per un ulteriore anno. Per capire come evolverà il punto, sarà indispensabile osservare cosa accadrà nel corso delle prossime settimane.