Pensioni anticipate con scivolo di 5 anni: l’effetto del contratto di espansione nel DL Sostegni Bis

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18/05/2021

Pensioni anticipate: si punta a rinforzare il contratto di espansione già all’interno del decreto Sostegni Bis. Dal 1° luglio al via la fase sperimentale, ecco le nuove proposte per garantire la flessibilità ai lavoratori.

Pensioni anticipate con scivolo di 5 anni: l’effetto del contratto di espansione nel DL Sostegni Bis

Sulle pensioni anticipate si preparano nuove modifiche al contratto di espansione. Il meccanismo di uscita sarà infatti aggiornato all’interno del pacchetto lavoro in fase di realizzazione con il decreto sostegni Bis. Il meccanismo di turn over è stato scelto tra le misure allo studio del governo per rilanciare l’occupazione e garantire uno scivolo pensionistico a migliaia di lavoratori nella ripresa dalla pandemia.

Di fatto, l’opzione consente su base volontaria l’uscita dei lavoratori con un massimo di 5 anni rispetto alle regole ordinarie, previo accordo tra azienda e sindacati. Ricordiamo che i criteri decisi con la legge Fornero prevedono a oggi l’accesso alla pensione di vecchiaia dai 67 anni (con 20 anni di versamenti). L’uscita anticipata ordinaria si matura una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne).

In questo contesto, il contratto di espansione offre una via di uscita per tutte le aziende che possiedono almeno 250 dipendenti. Ma il prossimo decreto potrebbe agire proprio su questo parametro, allargando di fatto la possibilità di ricorso allo strumento di prepensionamento anche in favore delle aziende meno dimensionate.


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Pensioni anticipate, il contratto di espansione anche per le aziende con 100 dipendenti

Stante la situazione appena descritta, all’interno del prossimo decreto il governo potrebbe allargare la platea dei potenziali beneficiari del contratto di espansione garantendone l’efficacia anche in favore di quelle aziende che possiedono 100 dipendenti. Come già detto, la soglia di ingresso attualmente si ferma a 250 dipendenti. In questo modo, sarebbe possibile coinvolgere circa 15mila ulteriori aziende.

Tutto ciò, con un potenziale bacino di quasi 60mila ulteriori dipendenti interessati nel prossimo bimestre dal meccanismo di accesso anticipato alla pensione. Con questa strategia, l’esecutivo Draghi punta a rilanciare l’occupazione giovanile, a sostenere le ristrutturazioni aziendali ed a garantire maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione.

Sul punto emergono però le preoccupazioni dei sindacati. Il ricorso allo strumento potrebbe infatti risultare eccessivamente oneroso per le aziende e poco conveniente per i lavoratori. Con il rischio che l’idea si tramuti in un flop, così come già avvenuto per altri meccanismi di flessibilità previdenziale decisi negli scorsi anni. Di fatto, al momento l’utilità del contratto di espansione è stata comprovata nei grandi gruppi e conglomerati, ma non è ancora possibile comprendere se si rivelerà altrettanto efficace anche nelle realtà più piccole.


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Riforma pensioni 2021: i dubbi sui costi e sulla sostenibilità delle misure

Con il contratto di espansione il lavoratore che decide di accedere all’opzione di accesso anticipato alla pensione percepirà un assegno calcolato al momento dell’uscita dal lavoro. Il costo effettivo dell’anticipo è diviso tra l’azienda e lo Stato. Quest’ultimo eroga in favore del lavoratore la Naspi fino alla maturazione della pensione. Attraverso tale meccanismo è possibile garantire delle uscite incentivate eliminando la possibilità che si possano verificare nuovi esodati.

Allo stesso tempo, l’azienda si impegna ad assumere nuove risorse qualificate oppure giovani in attesa di occupazione. Anche per questo motivo, alla base del ricorso al contratto di espansione c’è il vincolo dell’accordo sindacale presso il Ministero del Lavoro. Le parti sociali agiscono da garanti tutelando i lavoratori. D’altra parte, i pensionandi che desiderano fruire dell’opzione devono necessariamente aver maturato i requisiti utili per l’accesso alla pensione entro il successivo quinquennio.

Contratto di espansione: come funziona il calcolo dell’indennità e della pensione

Rispetto a quanto appena esposto, è importante ricordare che nel contratto di espansione i lavoratori aderiscono su base volontaria all’ipotesi di scivolo. A livello pratico, la scelta è influenzata anche dalla convenienza economica. L’indennità di accompagnamento mensile è erogata su 13 mensilità da parte dell’Inps. Il calcolo si basa sul trattamento pensionistico lordo che si matura nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro.

L’importo dell’assegno viene decurtato dalla Naspi che sarebbe effettivamente spettata al lavoratore. Mentre la mensilità non risulta reversibile in caso di decesso. Agli eventuali superstiti resta però la possibilità della pensione indiretta da parte dell’Inps. Complessivamente, il lavoratore non subisce penalizzazioni nell’assegno. Nonostante ciò, aderire all’ipotesi di prepensionamento comporterà la maturazione di una pensione più bassa rispetto a quanto sarebbe avvenuto proseguendo fino alla maturazione dell’assegno ordinario.

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