Pensioni anticipate opzione uomo dai 58 anni: ipotesi in LdB2023

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17/10/2022

Pensioni anticipate opzione uomo dai 58 anni: ipotesi in LdB2023

Pensione anticipata opzione uomo: è questa una delle nuove opzioni allo studio dell’esecutivo per garantire maggiore flessibilità previdenziale. Con il termine della quota 102 al prossimo 31 dicembre, è urgente pensare a un provvedimento in grado di offrire un’opportunità ai tanti lavoratori esclusi dalle tutele previdenziali. Il ritorno alle regole pure della legge Fornero potrebbe quindi essere evitato grazie a un mix di interventi.

Da un lato la proroga della pensione anticipata tramite opzione donna e dell’ape sociale. Entrambe misure che richiederebbero dei costi limitati rispetto alla prosecuzione del sistema a quote. Dall’altra parte l’estensione dell’opzione contributiva pura anche agli uomini. I quali potrebbero quindi ottenere un ulteriore meccanismo di prepensionamento prima dei 60 anni di età.

Pensioni anticipate opzione uomo: le ipotesi per l’arrivo di una nuova misura

Tra le diverse ipotesi allo studio in queste ore per la prossima manovra ci sarebbe quindi l’opzione uomo. L’idea è di garantire ad entrambi i sessi i benefici dell’opzione donna, una misura che attualmente prevede l’uscita dal lavoro a partire dai 58 anni di età (59 anni per le autonome) e 35 anni di versamenti. Al riguardo, la stessa premier Giorgia Meloni aveva parlato del possibile avvio di un “meccanismo simile anche per gli uomini”.


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L’opzione uomo consentirebbe quindi per tutti fino a 9 anni di anticipo rispetto al criterio anagrafico della pensione di vecchiaia. Nonché quasi 8 anni di anticipo rispetto ai criteri dell’uscita anticipata prevista dalla legge Fornero. Uno sconto molto importante, che però si accompagnerebbe a un taglio pesante dell’assegno.

Quali sono le alternative con le regole di accesso alla pensione ordinaria

Per comprendere quale sarebbe il vantaggio di un’opzione uomo estesa a tutta la platea dei lavoratori, basta prendere nota dei criteri di pensionamento ordinari dal 2023. Partiamo con la pensione di vecchiaia. La misura richiede la maturazione di almeno 67 anni di età e 20 anni di versamenti.

Diverso ancora è il caso della pensione anticipata prevista dalla legge Fornero in via ordinaria. Per questa servono infatti almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti presso l’Inps. Mentre per le donne bastano 41 anni e 10 mesi. Le altre opzioni di flessibilità restano legate a misure temporanee, come appunto la quota 100 (divenuta poi quota 102).

Pensioni anticipate opzione uomo: quanto costerebbe l’intervento

La nuova misura permetterebbe quindi di garantire la tanto attesa flessibilità previdenziale, con dei costi accettabili per il sistema previdenziale. Tutto ciò, anche considerando il progressivo aumento del peso delle pensioni sul bilancio pubblico. Nel corso del 2023, la spesa per il settore crescerà infatti a 320,8 miliardi di euro. Mentre nel 2024 si arriverà a toccare i 338,3 miliardi e nel 2025 i 349,8 miliardi di euro.

A pesare sulla spesa pensionistica non ci saranno solo le uscite flessibili. Gli assegni dovranno infatti essere aggiornati in un contesto di inflazione crescente e che potrebbe perdurare a lungo.

Così, nel corso del 2025, la spesa pubblica per il comparto arriverà a pesare oltre il 17% del Prodotto Interno Lordo. Appare scontato, in questo scenario, che le nuove opzioni di flessibilità previdenziale non dovranno risultare eccessivamente onerose per le casse pubbliche.

I costi della pensione anticipata opzione uomo per i lavoratori

D’altra parte, l’arrivo di un nuovo meccanismo di flessibilità prima dei 50 anni non sarebbe gratis per i lavoratori. Infatti, tra le caratteristiche principali dell’opzione donna vi è il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Una regola che verrebbe certamente mantenuta anche in caso di estensione alla platea degli uomini. Il meccanismo prevede l’applicazione di una penalizzazione rispetto al sistema misto.


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La penalizzazione diventa meno onerosa al crescere dell’età, in virtù del particolare meccanismo di calcolo del sistema contributivo puro. Ma per i lavoratori il taglio permanente sull’assegno potrebbe non essere inferiore al 10%, con punte nei casi peggiori superiori al 30% dell’assegno. Tutto ciò, ricordando che attualmente l’opzione donna presenta anche una finestra di attesa di 12 mesi (18 per le autonome) per il pagamento del primo assegno.