Pensioni dai 57 anni con il fondo casalinghe: calcolo assegno, contributi e come ottenere le tutele Inps nel 2021

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11/08/2021

Con il fondo casalinghe è possibile accedere alla pensione a partire dia 57 anni di età, ma l’erogazione è legata a criteri rigidi. Gli iscritti devono pesare attentamente vantaggi e svantaggi, ecco le informazioni da conoscere.

Pensioni dai 57 anni con il fondo casalinghe: calcolo assegno, contributi e come ottenere le tutele Inps nel 2021

Tra le varie possibilità di accesso alla pensione disponibili all’interno del nostro sistema previdenziale c’è anche un fondo destinato a chi svolge lavori di cura in casa. Si tratta del cosiddetto Fondo pensione casalinghe. L’iscrizione avviene su base volontaria e può garantire una pensione sin dai 57 anni di età, seppure con diversi vincoli rispetto a un assegno ordinario.

Il meccanismo di tutela rappresenta quindi una possibilità in più, soprattutto per coloro che non hanno mai versato contributi, oppure che hanno effettuato versamenti così esigui da non generare un assegno pensionistico in età avanzata. D’altra parte, esistono alternative che in diversi casi possono risultare maggiormente efficienti, garantendo tutele simili (come nel caso dei fondi pensione).

Vediamo quindi quali sono i principi di funzionamento del fondo casalinghe, così da rendere possibile una scelta consapevole per coloro che possiedono i criteri utili all’iscrizione e che desiderano costruire un salvagente pensionistico per la propria vecchiaia.


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Fondo casalinghe 2021: ecco chi può iscriversi e fino a che età risulta possibile farlo

Partiamo quindi con i criteri di iscrizione, che definiscono la platea dei potenziali aderenti al fondo casalinghe. In base a quanto previsto dalla legge, possono decidere in via volontaria di iscriversi tutti coloro che hanno un’età tra i 16 ed i 67 anni (sia uomini che donne) e che presentano specifici requisiti.

In particolare, è necessario esercitare un lavoro di cura nel proprio nucleo familiare, non retribuito e non soggetto a vincoli di subordinazione. Oltre a ciò, non bisogna percepire una pensione diretta. Sono esclusi coloro che svolgono lavoro autonomo e che versano contributi all’Inps o ad una cassa professionale.

Possono invece iscriversi tutti i lavoratori part time che non raggiungono la piena contribuzione annua. Il fondo casalinghe, in questo caso, agisce in relazione ai periodi che altrimenti risulterebbero scoperti.

Le pensioni erogate dal fondo casalinghe: possibile ricevere l’assegno sin dai 57 anni di età

Dal punto di vista dell’assegno erogato, il fondo casalinghe garantisce due differenti prestazioni. La prima è l’assegno di inabilità, che viene erogata qualora sopraggiunga una totale e permanente invalidità nel prestare una qualsiasi attività lavorativa. In questo caso, serve però aver effettuato versamenti per un periodo di almeno 60 mesi (5 anni).


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Per quanto concerne invece le prestazioni ordinarie, la pensione di vecchiaia viene erogata a partire dai 57 anni di età e con almeno 5 anni di versamenti. Attenzione però perché l’erogazione dell’assegno è legata a un vincolo preciso: l’ammontare deve risultare superiore ad 1,2 volte l’assegno sociale. Nella pratica, il montante accumulato dovrà generare una pensione superiore a circa 550 euro al mese.

Se non si raggiunge questo valore, il pensionamento slitta fino ai 67 anni di età. Una volta raggiunta tale soglia anagrafica, la pensione viene erogata indipendentemente dall’effettivo importo calcolato dall’Inps. Per questo motivo, più alte saranno le somme versate a titolo di contributi previdenziali nel corso degli anni, maggiore sarà la probabilità di ricevere un assegno anticipato.

Pensioni per casalinghe: gli importi minimi dei contributi da versare

Stante la situazione appena evidenziata, passiamo quindi agli importi minimi da versare per alimentare il fondo casalinghe. Come abbiamo già anticipato, si tratta di versamenti di natura volontaria. Dopo l’iscrizione, si riceveranno dei bollettini mensili da 25,82 euro. La contribuzione annuale corrisponde a 309,84 euro. Versando questa cifra, l’Inps riconosce un anno di anzianità effettiva.

Il pagamento dei contributi potrà avvenire tramite il già citato bollettino postale, che l’Inps provvede a inviare dopo l’accoglimento della domanda. Gli stessi sono stampabili dalla propria area riservata del sito Inps. I contributi genereranno un assegno basato sul calcolo contributivo puro e risultano deducibili fiscalmente. Le deduzioni sono valide sia per il dichiarante che per i familiari che risultano a carico.

Come iscriversi al fondo casalinghe: diverse modalità disponibili

Per iscriversi al fondo casalinghe occorre risultare in possesso dei requisiti indicati in precedenza e inviare un’apposita domanda all’Inps. La richiesta può essere compilata e spedita presso la sede dell’Inps competente per territorio, oppure con raccomandata postale. Il metodo più semplice è però quello disponibile tramite la propria area riservata del sito Inps.

In alternativa, si può aderire al Fondo casalinghe tramite il contact center dell’Inps al numero 803164 (06164164 da rete mobile). Infine, è possibile iscriversi al fondo casalinghe anche facendo ricorso ai servizi del proprio patronato di fiducia.

Fondo casalinghe e fondo pensione: quali sono i pro e i contro delle due possibilità

Come già anticipato, la valutazione circa la convenienza dell’iscrizione al fondo casalinghe deve essere effettuata con attenzione e in base alla situazione specifica del potenziale aderente. La principale alternativa consiste nell’iscriversi a un fondo pensione privato. I contributi sono deducibili in entrambi i casi e il calcolo del futuro assegno avviene ugualmente secondo il principio del sistema contributivo.

Il fondo casalinghe consente di ottenere una pensione già dai 57 anni, ma il vincolo legato all’importo dell’assegno (non inferiore a 1,2 volte la minima Inps) richiede di aver accumulato un montante ingente per poter ottenere una pensione anticipata. Il fondo pensione garantisce invece alle casalinghe l’erogazione della rendita a partire dai 67 anni, ma con diverse opzioni aggiuntive di tutela (reversibilità, rendita certa e opzione Long Term Care) che non risultano presenti nella rendita offerta dall’ente pubblico di previdenza.