Pensioni e Quattordicesima 2021: come funziona, a chi spetta e quando arriva: ecco i nuovi importi

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04/06/2021

Sulle pensioni si avvicinano i pagamenti della quattordicesima mensilità. Molti pensionati si chiedono quando verrà erogata e a quanto ammonterà l’assegno aggiuntivo nel corso del nuovo anno. Le informazioni complete da conoscere al riguardo.

Pensioni e Quattordicesima 2021: come funziona, a chi spetta e quando arriva: ecco i nuovi importi

Sulle pensioni si torna a parlare di quattordicesima mensilità, man mano che si avvicina la scadenza di pagamento o accredito dell’assegno. Con l’arrivo dell’estate molti pensionati sono infatti abituati ormai da diversi anni a beneficiare della cosiddetta mensilità aggiuntiva. D’altra parte, si tratta di un flusso di denaro importante per tante famiglie che quest’anno hanno vissuto le piene conseguenze della crisi economica dettata dal coronavirus.

Rispetto a chi sta vivendo l’attuale situazione con la paura di un calo del fatturato o di un potenziale licenziamento, i pensionati possono perlomeno contare sulla stabilità del proprio reddito. In molti attendono la quattordicesima mensilità proprio per poter aiutare i propri familiari, o comunque per poter passare in serenità la prossima estate. Vediamo quindi chi sono coloro che hanno maturato il diritto a ricevere l’assegno aggiuntivo e quali criteri di erogazione segue l’INPS.


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Quattordicesima mensilità: a chi spetta l’assegno nel corso del 2021

Partiamo dal requisito anagrafico considerato come indispensabile da raggiungere per poter beneficiare della quattordicesima mensilità nel corso del 2021. In base alle regole attualmente previste dalla legge, per poter ottenere il pagamento aggiuntivo è necessario aver maturato almeno 64 anni di età. Vi è poi un vincolo legato all’importo della pensione ricevuta. L’impostazione normativa afferma infatti che risulta necessario possedere un reddito mensile inferiore al doppio dell’assegno minimo. Facendo i calcoli del caso, la cifra da non superare arriva a circa 1030 euro al mese.

Chi rientra in questi parametri si vedrà poi calcolare l’importo della quattordicesima in base ai contributi effettivamente versati. In tal senso, i pensionati con redditi uguali o inferiori ad 1,5 volte l’assegno minimo percepiranno 437 euro. Questo nel caso abbiano versato fino a 15 anni di contributi. Per i lavoratori autonomi il parametro è fissato a 18 anni. La cifra cresce a 546 euro per chi ha versato più di 15 anni e fino a 25 anni (28 anni per gli autonomi). Infine, si passa a 655 euro per ha un’anzianità contributiva con anzianità maggiore rispetto ai criteri precedenti.


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Per coloro che hanno redditi superiori a 1,5 volte la minima e inferiori a 2 volte, l’assegno risulterà pari a 336 euro nel primo caso contributivo indicato in precedenza. Si passa quindi a 420 euro nel secondo caso e a 504 euro nel terzo caso. Nell’eventualità di pensione ai superstiti e di reversibilità, il calcolo dell’anzianità di versamento deve essere eseguito sul numero di anni di contributi versati dal lavoratore, diminuiti per l’aliquota di reversibilità.

Pensioni e quattordicesima mensilità: quando arriva l’assegno nel 2021

Come negli anni precedenti, anche nel 2021 la quattordicesima mensilità verrà pagata a partire dal prossimo mese di luglio. L’emolumento sarà corrisposto da parte dell’INPS in favore di coloro che possiedono i requisiti. In base al calendario ordinario dei pagamenti, la data di accredito è fissata al prossimo 1° luglio 2021. Questa data tiene conto del primo giorno bancabile del mese.

Un caso particolare è quello dei pensionati che maturano i 64 anni di età nella seconda parte dell’anno. Chi raggiunge l’età di accesso alla misura (insieme agli altri requisiti) dopo la fine di luglio riceverà infatti i ratei spettanti della quattordicesima con l’assegno di dicembre 2021 (insieme al pagamento della tredicesima). La situazione si normalizza a partire dall’anno successivo, quando si potrà ottenere il pagamento della mensilità aggiuntiva per l’intera annualità.

Per il pagamento non è necessario inoltrare alcuna domanda specifica all’ente previdenziale, che si occuperà di eseguire in automatico il calcolo e il pagamento. Qualora quest’ultimo non arrivi oppure si riscontrino delle difformità rispetto al dovuto, è possibile inoltrare all’Inps un’apposita richiesta di verifica. La richiesta può essere fatta in autonomia dal pensionato, oppure tramite l’assistenza del proprio CAF o patronato di fiducia.