Pensioni e quota 100: con cristallizzazione anche dal 2022

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19/10/2021

Pensioni e quota 100: con cristallizzazione anche dal 2022

Le pensioni anticipate tramite quota 100 rappresentano una modalità di uscita dal lavoro sperimentale. L’opzione destinata a coloro che matureranno i requisiti entro il prossimo 31 dicembre 2021. Dalla politica e dal governo è già stato chiarito in modo deciso che il provvedimento non sarà rinnovato. Tanto che i tecnici del Ministero del lavoro stanno approfondendo nuove soluzioni di flessibilità previdenziale.

L’obiettivo è evitare che i lavoratori esclusi possano subire uno scalone lungo fino a cinque anni rispetto ai requisiti ordinari di accesso alla pensione. Ma non tutti sanno che alcuni lavoratori potrebbero essere in grado di accedere alla quota 100 anche dopo il 2021, purché abbiano maturato i requisiti di legge in tempo utile. Si tratta di applicare il cosiddetto principio della cristallizzazione.

Pensioni anticipate e quota 100: come funziona il principio della cristallizzazione

La cristallizzazione del diritto alla pensione rappresenta uno dei pilastri del nostro sistema previdenziale pubblico. Di fatto, è un meccanismo di tutela volto a offrire una garanzia in favore di quei lavoratori che decidono di continuare a prestare il proprio servizio anche nel momento in cui dovessero maturare l’accesso alla pensione anticipata.


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Con la cristallizzazione il legislatore riconosce quindi un legittimo diritto al lavoratore. Al contempo, si assicura una maggiore sostenibilità della spesa previdenziale pubblica visto che la scelta del lavoratore di proseguire la propria carriera permette importanti risparmi previdenziali alla collettività e consente di ottenere un assegno più alto al futuro pensionato.

In relazione alle pensioni anticipate tramite la quota 100, la cristallizzazione permette di far valere la possibilità di accesso all’Inps anche negli anni successivi. Così, se un lavoratore matura i requisiti per la quota 100 entro dicembre 2021 ma preferisce continuare a lavorare, può far valere la medesima opzione per ottenere il pensionamento anticipato anche nel 2022 o nel 2023.

Pensioni anticipate: per chi matura il diritto resta l’uscita dal lavoro dai 62 anni

Traducendo quanto appena evidenziato dal punto di vista pratico, tutti i lavoratori che matureranno i requisiti della quota 100 entro il prossimo 31/12 potranno accedere alla pensione anticipata anche negli anni successivi. Per usufruire dell’opzione occorre maturare almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti.

Tutto ciò, anziché i 67 anni richiesti per l’accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria. Oppure i 42 anni e 10 mesi per l’uscita anticipata (un anno in meno per le donne). A sancire la possibilità di uscire anche successivamente, avendo maturato in tempo utile i requisiti della quota 100, c’è l’articolo 14 (comma 1) del DL 4/2019 (convertito nella legge n. 26/2019). Nel testo si conferma che il diritto conseguito in corso d’anno può essere esercitato anche successivamente.


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Lo stop alla quota 100 e la possibile doppia uscita dal 2022

Chi avrà maturato il diritto alla cristallizzazione della quota 100 e non andrà immediatamente in pensione potrà comunque attendere la prossima legge di bilancio per poter avere un ventaglio più ampio di scelte pensionistiche. Con la prossima manovra dovrebbero essere avviate nuove opzioni di flessibilità previdenziale. I lavoratori con i requisiti riportati in questo articolo potranno quindi trovarsi a scegliere tra numerose opzioni di prepensionamento.

Gli ultimi aggiornamenti in merito alla manovra indicano la possibilità di un doppio canale di uscita. A partire dai 63 anni di età potrebbe essere erogata la quota contributiva della pensione. Mentre l’assegno completo verrebbe maturato a partire dal raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento (67 anni). In alternativa, viene proposta la nuova quota 102, che dovrebbe garantire l’uscita dal lavoro a partire dai 64 anni, con almeno 38 anni di versamenti.

Infine, dalle pieghe della legge di bilancio 2022 emergere anche una super Ape sociale. Questa vedrebbe estesa la platea dei potenziali beneficiari, con un allargamento dei lavori gravosi compresi nel perimetro di tutela. I lavoratori che hanno cristallizzato il diritto alla quota 100 potrebbero quindi avere numerose scelte di pensionamento a partire dal prossimo 1° gennaio 2022, senza per questo perdere l’uscita con i requisiti attuali.

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