Pensioni: in arrivo lo scivolo per 20mila persone nelle Pmi in crisi

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17/06/2022

Pensioni: in arrivo lo scivolo per 20mila persone nelle Pmi in crisi

Pensioni flessibili in arrivo per i dipendenti delle piccole e medie imprese che vivono situazioni di crisi. La legge di bilancio 2022 ha previsto infatti un apposito meccanismo di tutela pensato per offrire uno scivolo in favore di coloro che vivono situazioni di disagio economiche e lavorative dovute alla pandemia. L’opzione, disponibile su base triennale, sta per entrare nel vivo.

Garantirà un’indennità utile alla maturazione dei requisiti ordinari di accesso alla pensione. Si tratta quindi di un assegno provvisorio, simile ad altri meccanismi di tutela già presenti in via sperimentale nel nostro ordinamento. Si pensi, ad esempio, all’Ape sociale. In questo caso però, la tutela scatta in favore di coloro che risultano impiegati all’interno di PMI.

Pensioni con scivolo pensionistico per le PMI: coperture crescenti nel triennio

Il provvedimento consente l’adesione volontaria a un piano di uscite, che però deve essere concordato con i sindacati. L’opzione è garantita da coperture crescenti. Si tratta di 150 milioni di euro nel corso del 2022. Si sale a 200 milioni nel 2023 e altrettanti nel 2024. Complessivamente, lo stanziamento totale corrisponde a 550 milioni di euro.


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In base agli stanziamenti appena riportati, le stime indicano che potranno beneficiare del meccanismo di prepensionamento circa 20mila persone. Il numero esatto dipenderà però dalle effettive richieste, posto che non tutti i potenziali aderenti potrebbero scegliere di aderire effettivamente al piano di scivolo.

Scivolo e pensioni anticipate: ecco i requisiti da possedere

Per quanto concerne i requisiti utili da possedere al fine di ottenere il prepensionamento, è necessario innanzitutto lavorare per una PMI che occupa tra i 15 e i 250 dipendenti. Il fatturato annuo complessivo deve essere compreso in 50 milioni di euro. In alternativa, il bilancio annuo deve essere non superiore a 43 milioni di euro.

L’azienda deve inoltre aver registrato una diminuzione media del fatturato del 30% (o superiore) nei 12 mesi precedenti alla richiesta e in relazione al fatturato risalente al 2019. Infine, il datore di lavoro deve essere disponibile a firmare un accordo collettivo aziendale insieme ai sindacati, così da garantire l’avvio del meccanismo di prepensionamento.

Le pensioni anticipate per le PMI in crisi e lo sconto sui requisiti ordinari

I dipendenti che accetteranno di aderire all’eventuale proposta di scivolo potranno ottenere uno sconto sui requisiti ordinari di accesso alla pensione di tre anni. Questo significa che sarà possibile uscire dal lavoro a partire dai 64 anni per la pensione di vecchiaia, oppure dai 39 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne) con la pensione anticipata. In questo ultimo caso è richiesta però la maturazione di almeno 62 anni di età.


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I firmatari potranno ottenere un’indennità mensile comprensiva di Naspi, corrispondente al 90% del trattamento pensionistico lordo che viene maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Qualora la prima decorrenza utile per la pensione è relativa all’uscita anticipata, verranno inoltre garantiti i contributi figurativi necessari per ottenere la quiescenza.

Una volta maturato il diritto alla pensione, l’Inps erogherà quest’ultima terminando contestualmente il versamento dell’indennità. Posto che questa viene garantita come accompagnamento alla maturazione dell’assegno previdenziale pubblico.

Come funziona l’invio della domanda per il nuovo scivolo pensionistico

La domanda di accesso allo scivolo è presentata all’Inps da parte dell’azienda entro 90 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. I dipendenti possono autocertificare i requisiti in favore dell’azienda. La pratica deve inoltre contenere una copia dell’accordo collettivo, all’interno del quale è indicato l’elenco dei lavoratori posti in esodo.

L’ente pubblico di previdenza provvederà a verificare la presenza dei requisiti e ad approvare le domande in ordine cronologico, confrontandosi con il ministero dello Sviluppo economico. Sono previsti controlli a campione dei requisiti dichiarati dalle imprese e dai lavoratori.