Pensioni minime, aumenti e arretrati in arrivo da Luglio: a chi spettano e di quanto saranno

Autore:
Niccolò Mencucci
13/05/2023

Pensioni minime, aumenti e arretrati in arrivo da Luglio: a chi spettano e di quanto saranno

Fin dall’inizio della nuova legislatura, il Governo Meloni ha voluto tenere fede ad una delle sue promesse elettorali: aumentare le pensioni minime.

Il problema è che è da gennaio che milioni di pensionati sono in attesa dell’incremento promesso dal governo e previsto dall’ultima Legge di Bilancio. Incremento che riguarderà prevalentemente i pensionati over 75. Ma tutto ciò dipenderà dalle prossime settimane, visto che ormai l’aumento verrà rimandato ai prossimi mesi.

Pensioni minime, l’aumento verrà rimandato?

È da mesi che milioni di italiani aspettano l’aumento delle pensioni minime stabilito dall’ultima Legge di Bilancio contro l’inflazione.

Ed è da mesi che l’inflazione non fa altro che aumentare a discapito delle pensioni minime. Seppur negli ultimi due mesi c’è stata una leggera flessione, ad aprile l’ISTAT ha certificato un’inflazione sui Prezzi al Consumo pari all’8,3%.

Inflazione che andrà a ridurre il potere d’acquisto delle persone. Per questo il governo Meloni aveva fatto della misura uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, nonché un obbligo per tutelare chi ha la pensione minima.

Infatti l’incremento sarebbe dovuto partire a inizio 2023, ma non si erano poi messi in conto i tempi necessari per individuare esattamente quali pensionati fossero effettivamente nel regime delle minime.


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Per questo il Governo non ha fatto altro che rimandare questi arretrati, andando da gennaio 2023 a data a destinarsi.

Pensioni minime, quando arrivano gli arretrati

Si potrà avere la certezza di questi arretrati quando il Governo avrà inteso a quale tipologia di pensionati destinare gli arretrati. 

È necessario affinché si possa evitare che si procedesse all’erogazione di importi maggiorati anche a chi non spetterebbero di diritto.

Si parla di un potenziale arrivo degli arretrati nel mese di luglio 2023, così già nel primo pagamento gli interessati riceveranno naturalmente gli arretrati dovuti a partire da gennaio.

Una data che comunque non sarà facile garantire, perché per l’erogazione degli aumenti e degli arretrati il mandato di pagamento dovrebbe venire confermato entro i primi giorni del mese precedente di riferimento, ovvero giugno.

In pratica il Governo deve avere tutto pronto nell’arco di un mese. E tutto questo perché nella Legge di Bilancio non era stato stabilita chiaramente la platea di beneficiari nei soli percettori degli assegni minimi.

Pensioni minime, di quanto saranno gli arretrati

L’ammontare delle pensioni minime è salito sensibilmente da gennaio 2023. Basti pensare che nel 2022 l’assegno era fermo a poco più di 550 euro, mentre dal 2023 è salito a 563 euro.

Ma se per gli under 75 l’aumento è di 1,5%, per gli over 75 si parla del 6,4%. In poche parole, chi ha più di 75 anni potrà beneficiare di un aumento di 36,08 euro al mese, per arrivare così a quasi 600 euro, l’obiettivo tanto voluto da Forza Italia per il 2023.

Oltre agli aumenti, si guarda adesso agli arretrati, che nelle prossime settimane dovrebbero arrivare. Purtroppo varie complicazioni hanno però continuato a ritardare le operazioni.

Pensioni minime, le promesse del Governo Meloni

L’aumento di quest’anno sarà il primo di una lunga serie, secondo quanto promesso dal Governo Meloni sul fronte pensionistico.

Già nella Legge di Bilancio 2023 si è valutato il potenziale aumento del 2,7% ai pensionati di tutte le età, ovviamente con riferimento all’importo del trattamento minimo che l’INPS definirà per l’anno prossimo.


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Ma già si parla di un fondo di 379 milioni di euro per il 2024, e attualmente il bilancio dello Stato deve fronteggiare il costo previsto per gli arretrati, pari a 480 milioni di euro.

Nonostante le difficoltà, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rimane nell’obiettivo di puntare a quota 1000 euro per le pensioni minime “entro la fine della legislatura

Intanto, con queste spese, la generalità degli italiani che percepiscono la pensione minima avranno comunque come arretrati poco meno di 8,50 euro al mese in più sull’accredito.

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