Pensioni novità riforma: quando spetta con 60 anni di età?

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04/05/2020

Pensioni novità riforma: per le donne non esiste più un anticipo agevolato se si esclude la possibilità di aderire al regime sperimentale opzione donna.

Pensioni novità riforma: quando spetta con 60 anni di età?

Pensioni novità: ce ne sono per le donne che, oltre al lavoro retribuito svolgono anche quello di cura familiare? Indubbiamente le donne si stancano e usurano prima dell’uomo a causa del lavoro di cura dei figli, della casa, del marito che svolgono per tutta la vita oltre all’attività lavorativa. E proprio per questo è stata varata la misura sperimentale opzione donna che permette al genere femminile di accedere alla pensione con un congruo anticipo scegliendo in cambio il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico che può portare, però, a tagli che sfiorano anche il 30% dell’importo dell’assegno pensionistico.

Pensioni novità riforma: per le donne oltre all’opzione donna

Proprio per il taglio, spesso troppo pensate, che impone il regime sperimentale, molte donne preferiscono altra strade per il pensionamento. A volte, però, alcune lavoratrici non riescono a centrare i requisiti richiesti, visto che per l’accesso è necessario compierei i 58 o 59 anni di età e maturare i 35 anni di contributi entri il 31 dicembre 2019. Ci sono donne che, proprio a causa delle continue interruzioni dell’attività lavorativa (vuoi per assistere i figli piccoli, vuoi perchè, magari discriminate da gravidanza e matrimonio) non riescono a raggiungere un montante contributivo importante entro i 58/60 anni di età e quindi si vedono preclusa la possibilità dell’anticipo.

Una nostra lettrice ci chiede:

Buongiorno sono una delle tante sessantenne che oramai non ne può più di lavorare siamo stanche ..poiché una donna lavora non solo fuori ma anche a casa con i tanti pensieri che ci sono e con cui bisogno combattere secondo me l’età giusta per ogni donna e’ quella di 60 con 30 di contributi.


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Fino a prima dell’introduzione della legge Fornero le donne andavano in pensione prima rispetto agli uomini proprio perchè si teneva conto anche del loro lavoro in casa. Ad oggi, purtroppo, le uniche misure pensate per le donne sono quella sopra descritta, l’opzione donna (che a mio avviso è troppo, troppo penalizzante) e il riconoscimento di contributi figurativi pari a 4 mesi per ogni figlio avuto che possono avere le lavoratrici madri che accedono alla pensione contributiva (quindi possono fruirne solo le donne che hanno iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996 o quelle che, avendo contributi versati anche in Gestione Separata, possono scegliere il computo in questa gestione ottenendo una pensione interamente contributiva).

Con l’entrata in vigore della Legge Fornero, quindi, si è visto nel giro di 8 anni si è vista a aumentare a dismisura l’età pensionabile delle donne (che prima del 2012 poteva accedere alla quiescenza con soli 61 anni e 7 mesi di contributi).

Purtroppo grandi misure che permettano il pensionamento di una donna a 60 anni non ne esistono se si escludono la pensione anticipata ordinaria ( che per le donne richiede almeno 41 anni e 10 mesi di contributi) e la pensione quota 41 (che richiede 41 anni di contributi ma è limitata ai lavoratori precoci).