Pensioni Pepp, c’è l’ok alla previdenza integrativa portabile in Europa

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12/08/2022

Pensioni Pepp, c’è l’ok alla previdenza integrativa portabile in Europa

Pensioni Pepp, si avvicina il sistema integrato a livello europeo per la previdenza integrativa. È quanto sta prendendo forma tramite il nuovo pilastro integrativo privato europeo. I sottoscrittori di questi fondi potranno garantirsi una rendita al termine della carriera lavorativa grazie alla contribuzione volontaria. Il prodotto sarà quindi sottoscrivibile sulla base di una scelta personale, così come già avviene per i fondi pensione ordinari.

Non sarà però possibile far confluire il proprio TFR o TFS (rapporti di fine lavoro o servizio). Di fatto, i contributi saranno versati volontariamente, beneficiando degli stessi diritti esistenti per i fondi pensione ordinari a livello di deducibilità, prestazioni e anticipazioni. Con la grande differenza che in caso di trasferimento all’estero in uno dei Paesi dell’UE, sarà possibile richiedere la portabilità del proprio fondo pensione.

Pensioni Pepp private: cosa sono e come funzionano

Gli obiettivi che ci si pone con i Pepp sono molteplici. Da un lato aumentare la concorrenza nel mondo delle pensioni complementari. Dall’altro lato rendere disponibile ai cittadini un prodotto pensionistico portabile in caso di trasferimento in un altro Stato dell’UE. I Pepp non sostituiscono, ma si pongono come alternativa ai fondi avviati con il DL 252/2005.

Il nuovo passo in avanti si è concretizzato con il DL 76/2022, risalente allo scorso mese di maggio. Tramite l’approvazione del testo, il governo Draghi ha dato attuazione al regolamento europeo 1238/2019 sui Pepp. Di fatto, garantendo la nuova portabilità del sistema previdenziale privato.


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Fondi pensione Pepp: cosa sono e come funzionano

I Pepp sono inquadrati nel cosiddetto terzo pilastro previdenziale. L’amplia possibilità di scelta avviene attraverso due canali. Da un lato la portabilità tra tutti i paesi dell’Unione Europea. Dall’altro la facoltà di sottoscrivere un fondo Pepp con un’ampia platea di operatori. Dalle compagnie assicurative alle banche, dai fondi pensione ai gestori patrimoniali.

In particolare, la mobilità dei fondi Pepp privilegia come sottoscrittori la platea dei giovani e quella dei lavoratori mobili. Si tratta di cittadini europei che per lavoro sono spesso incentivati a cambiare nazione di residenza. Grazie a questo strumento, questi soggetti possono mantenere in essere la possibilità di risparmiare per la pensione, beneficiando al contempo delle agevolazioni previste nei singoli Stati.

Le regole di riferimento per le pensioni Pepp: requisiti e modalità di accesso alle prestazioni

Dal punto di vista operativo, i requisiti e le modalità di accesso alle prestazioni erogate dai fondi Pepp sono definiti all’interno dei contratti sottoscritti tra cittadino e fornitore. I contributi sono versati in via volontaria e possono beneficiare della deducibilità fino a 5164,57 euro l’anno. La performance netta maturata durante ogni periodo d’imposta è soggetta all’imposta sostitutiva del 20%.

La contribuzione volontaria del sottoscrittore può proseguire anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile nella propria gestione obbligatoria. Per fare ciò, serve però alla data di pensionamento almeno un anno di contribuzione al Pepp.

Pensioni Pepp: ecco le prestazioni

Dal punto di vista delle prestazioni, le pensioni private tramite Pepp possono garantire al raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria la restituzione del capitale in un’unica soluzione, oppure attraverso una rendita. Vi è inoltre la possibilità di ottenere una combinazione tra le precedenti, o anche un prelievo sotto forma di anticipazione.

L’anticipo può corrispondere fino al 75% per spese sanitarie impreviste e straordinarie. Dopo otto anni di versamenti è possibile richiedere il 75% anche per l’acquisto della prima casa di abitazione per se stessi oppure per i figli. Infine, per ulteriori esigenze e sempre dopo otto anni di contribuzione si può richiedere un importo non superiore al 30% del montante versato.


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Per i lavoratori che possiedono i requisiti previsti dalla legge sarà possibile anche accedere alla Rita, ovvero la rendita integrativa temporanea anticipata. Quest’ultima garantisce (in base alla particolare situazione di disagio vissuta dal lavoratore) uno sconto di 5 o 10 anni rispetto ai criteri di accesso ordinari alla pensione di vecchiaia.