Pensioni: quota 41 e contributi prima dei 19 anni, quante settimane sono richieste?

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03/06/2020

Pensioni: quota 41 e settimane contributive prima dei 19 anni, quante sono e come accedere a questa misura, le possibilità.

Pensioni: quota 41 e contributi prima dei 19 anni, quante settimane sono richieste?

Tra le pensioni, quota 41 e contributi prima dei 19 anni, rappresenta un beneficio per i lavoratori precoci, ma chi sono? I lavoratori precoci che hanno diritto alla pensione anticipata quota 41 sono coloro che hanno maturato almeno un anno di contributi prima del compimento del diciannovesimo anno; con precisione 52 settimane di contributi utili per questa misura. Tra le pensioni quota 41, questo non è l’unico vincolo richiesto, bisogna trovarsi anche nelle categorie di tutela, è comunque una misura pensionistica valida perché non avendo il requisito anagrafico vincolante permette l’accesso a qualsiasi età a fronte di un montante contributivo di 41 anni. Inoltre, questa misura non ha scadenza e fa parte delle pensioni news del 2020; cerchiamo di capire come aderire rispondendo ad un nostra lettrice.

Pensioni: quota 41 e contributi utili

Una lettrice che ci segue su Facebook ci scrive: Mio marito ha iniziato a lavorare all’ età di 16 anni , ora ne ha 57 . Lavora nell’ edilizia , è pieno di dolori, ha diritto ad una pensione precoce? Giuliana

Carissima Giuliana,

Suo marito ha raggiunto il requisito di 41 anni di contributi e ha maturato il requisito di 52 settimane di contributi minimo richiesto per il lavoro precoce. Resta un ultimo ostacolo, la categoria lavorativa se fa parte dei lavori particolarmente faticosi e pesanti, denominati “gravosi”.

La normativa prevede che possono accedere che fanno parte di questa categoria di lavori gravosi le seguenti 15 categorie:

addetti alla concia di pelli e pellicce;
addetti ai servizi di pulizia;
addetti spostamento merci e/o facchini;
conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
conducenti treni e personale viaggiante in genere;
guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
infermieri o ostetriche che operano su turni;
maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
operai edili o manutentori di edifici;
operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
addetti all’assistenza di  persone non autosufficienti;
lavoratori marittimi;
pescatori;
operai agricoli;
operai siderurgici (di seconda fusione).


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Quota 41 e lavoro edile

La classificazione Istat per operati edili e manutentori di edifici è la seguente:  8.4.1 – 8.4.2

Prevede il personale inquadrato come operaio nei settori dell’edilizia, dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici.

Sono racchiuse in questa classificazione le seguenti mansioni:  utilizzando strumenti, macchine e tecniche diverse, dell’estrazione e della lavorazione di pietre e minerali, della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche, nonché’ del mantenimento del decoro architettonico, della pulizia e dell’igiene delle stesse.

Sono classificati in questo gruppo anche gli operai dell’ industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici, della costruzione e manutenzione di strade, dighe e altre opere pubbliche.

Quindi, la prima cosa da fare è verificare la qualifica di suo marito se è stata classifica secondo questo codice Istat, può rivolgersi al datore di lavoro oppure controllare sul contratto di lavoro. Se non riesce può chiedere un certificato storico all’agenzia del lavoro (ex collocamento).

Può farsi aiutare anche dal patronato che poi le indicherà tutta la documentazione da presentare.

Come tante pensioni anche la quota 41 ha una finestra mobile di tre mesi dal perfezionamento dei requisiti.