Pensioni, rivalutazioni 2023 con adeguamento del 7,3%

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11/11/2022

Pensioni, rivalutazioni 2023 con adeguamento del 7,3%

Pensioni, rivalutazioni 2023 con uno schema di indicizzazione che prevede un maxi aggiornamento. Gli assegni cresceranno in virtù degli adeguamenti al caro energia e alla forte inflazione che si è registrata nel corso dell’anno. I pensionati si troveranno quindi di fronte a dei veri e propri aumenti record rispetto al passato, che vanno da un minimo di 38 euro netti al mese a un massimo di 150 euro.

A confermare il quadro della situazione è stato lo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, firmando il decreto interministeriale centrato sull’indicizzazione degli assegni previdenziali. Di fatto, la percentuale di rivalutazione piena delle pensioni corrisponderà al +7,3%. Come sempre, non tutti riusciranno però ad usufruirne totalmente.

Pensioni, rivalutazioni 2023 con assegni record: ma non sarà piena per tutti

Per un meccanismo ormai noto, solo coloro che percepiscono trattamenti fino a 4 volte la minima Inps avranno diritto alla rivalutazione completa. Così, considerando che il minimo Inps è di circa 525 euro, le rivalutazioni piene si fermeranno agli assegni massimi da 2100 euro.

Le pensioni più basse potranno contare su circa 40-50 euro di aumenti, mentre quelle sopra i 2mila euro lordi otterranno una rivalutazione di 100 euro. Vi sono poi gli assegni superiori a 4mila euro che vedranno adeguare il proprio lordo di circa 150 euro netti.

Il maxi adeguamento sulle pensioni: rivalutazioni importanti dopo un decennio

La maxi rivalutazione che coinvolgerà le pensioni nel corso del 2023 rappresenta un vero e proprio punto di svolta rispetto al passato. Era infatti oltre un decennio che non si vedeva un aggiornamento degli assegni di questa portata. D’altra parte, gli effetti del caro energia e della crescita dell’inflazione sono sotto gli occhi di tutti.


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Come da prassi, la rivalutazione al 7,3% verrà effettuata in via provvisoria, sulla base dei dati forniti dall’Istat al 3 novembre 2022. Ma la percentuale potrebbe salire ulteriormente dopo che sarà stato comunicato il dato definitivo. Le stime indicano infatti che i mesi di novembre e dicembre potrebbero continuare a registrare una crescita dell’inflazione.

Pertanto, la rivalutazione effettiva (che sarà conosciuta solo nel prossimo anno) potrebbe ricevere un ulteriore incremento derivante dal conguaglio. Uno scenario che del resto si è già registrato nel corso dell’anno corrente, seppure con percentuali di crescita più blande.

Pensioni, rivalutazioni 2023 decrescenti al crescere del reddito

Di fatto, il quadro normativo attuale prevede che l’applicazione delle rivalutazioni sia decrescente rispetto al salire del reddito. Pertanto, al minimo Inps di 535 euro sarà garantita una rivalutazione mensile di 38 euro. Si sale a 52 euro per i trattamenti da 1000 euro lordi mensili. La rivalutazione da 1500 euro garantirà 110 euro in più al mese. Mentre gli assegni da 2000 euro potranno beneficiare di 146 euro.

Salendo ulteriormente nell’importo dell’assegno si comincerà a vedere l’effetto dello schema di indicizzazione appena evidenziato. Pertanto, le pensioni da 2500 euro lorde godranno di un aumento di 180 euro, mentre quelle da 4000 euro potranno beneficiare di oltre 260 euro lorde aggiuntive al mese.

Pensioni 2023: una parte dell’adeguamento è stato già anticipato

Infine, è importante sottolineare che in virtù della particolare situazione di difficoltà vissuta da molte famiglie il governo ha deciso una liquidazione anticipata di parte degli incrementi. Infatti, nel mese di ottobre è stato garantito un aumento del 2% delle pensioni tramite il decreto Aiuti bis.

Ne consegue che i pensionati che hanno già un assegno attivo e che hanno beneficiato dell’incremento di ottobre potranno beneficiare a partire da gennaio 2023 della quota rimanente. I termini applicativi verranno comunque definiti all’interno di un nuovo decreto attuativo, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.


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