Quota 103, pensione compromessa se si lavora un giorno in meno? Quanto si perde e cosa fare

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22/03/2023

Quota 103, pensione compromessa se si lavora un giorno in meno? Quanto si perde e cosa fare

Per andare in pensione con quota 103 anche un giorno di contributi non versati può fare la differenza, c’è infatti chi potrebbe rimandare la pensione di un anno per colpa di una sola giornata contributiva.

Da quest’anno è possibile andare in pensione se si hanno 62 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi versati. Per il calcolo dei contributi corrisposti all’INPS, però, bisogna fare riferimento ad alcuni precisi criteri, in alcuni casi molto particolari. Vediamo quindi perché un solo giorno di contributi versati in meno potrebbe impedire al lavoratore di andare in pensione con quota 103.

Contributi minimi per andare in pensione con quota 103

I requisiti per andare in pensione con quota 103 devono essere raggiunti entro, e non oltre, il 31 dicembre del 2023. Tuttavia, per il calcolo degli anni contributivi, l’INPS effettua il conteggio dei contributi versati sulla base delle settimane e non degli anni.

41 anni di contributi corrispondono a 2.132 settimane in cui sono stati versati contributi reali o figurativi, e se a fine anno dovesse mancare all’appello una settimana soltanto, il lavoratore non potrebbe ancora andare in pensione.

Sull’estratto contributivo dell’INPS, infatti, sono riportati non gli anni di contributi versati ma le settimane. La stessa problematica si è verificata per quota 102 e quota 100, e infatti moltissime persone non sono riuscite a ottenere la pensione anticipata per un solo giorno di contributi non versati.

Come calcolare i contributi versati

Ogni lavoratore, dipendente o autonomo che sia, ha bisogno che gli venga attribuito un solo giorno di contributi perché possa maturare un’intera settimana contributiva. Questo non significa che bisogna aver lavorato per tutto il tempo della contribuzione. Questo perché, anche se il lavoratore ha diritto a congedi o altri permessi, gli vengono conteggiati dei contributi che sono denominati “Figurativi”.


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Oltre al lavoro a tempo pieno, anche il lavoro part-time permette di versare una contribuzione piena, che per quanto riguarda i requisiti temporali, viene considerata come quella del lavoro full time. L’unica differenza riguarda l’ammontare dell’assegno pensionistico.

L’importo erogato mensilmente, infatti, dipenderà dalla quantità di contributi versati dal punto qualitativo. Perciò, se si avranno molti contributi versati per lavori part-time, si percepirà un importo più basso.

Se si sta pensando di andare in pensione con quota 103, dunque, bisogna fare attenzione all’estratto contributivo. Se sono presenti periodi anche molto brevi in cui non sono stati versati contributi, come l’aspettativa, è possibile che un giorno soltanto di mancata contribuzione possa negare il pensionamento anticipato.

Pensione anticipata: come funziona quota 103

Come si è anticipato nei precedenti paragrafi, per andare in pensione con quota 103 occorre aver maturato almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica entro il 31 dicembre del 2023.

L’assegno che verrà corrisposto con quota 103 verrà calcolato sulla base dei contributi versati. Ad ogni modo, fino ai 67 anni esistono dei limiti sulla somma percepita. Se si decide di uscire prima dal mondo del lavoro con quota 103, si possono percepire al massimo 2.818,7 euro di pensione fino ai 67 anni. Dopo si riceverà l’assegno pieno, se superiore alla somma appena indicata.

Come presentare domanda quota 103

Per andare in pensione con quota 103 si può fare domanda in autonomia oppure rivolgersi a un patronato CAF. Nel primo caso occorre recarsi sul sito INPS e autenticarsi nella propria area personale.

Una volta effettuato il login con CNS, SPID o CIE, bisogna seguire il seguente percorso:

  • Pensione e previdenza;
  • Domanda di pensione;
  • Area tematica “Domanda pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE scoiale e Beneficio precoci”;

Una volta raggiunta quest’ultima pagina, sarà possibile compilare nuova domanda di pensione anticipata con quota 103. In ogni caso, oltre ai due metodi appena pensionati, sarà possibile effettuare una chiamata al Contact Center INPS al numero verde 803764. Chi chiama da mobile deve digitare invece il numero 06164164, e la telefonata sarà a pagamento.

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