Ricalcolo o ricostituzione della pensione: quando si richiede?

-
18/06/2020

Quando è possibile chiedere un ricalcolo della pensione liquidata? Vediamo quali sono i casi in cui la cosa è consentita.

Ricalcolo o ricostituzione della pensione: quando si richiede?

Quando si presentano specifiche condizioni i pensionati possono chiedere all’INPS un ricalcolo della pensione di cui stanno già beneficiando. La richiesta di ricalcolo può essere presentata solo quando avvengono eventi che possono modificare il calcolo del trattamento pensionistico. Non si tratta, quindi, di una cosa di cui possono fruire tutti i pensionati.

Ricalcolo della pensione, quando si può chiedere?

Una nostra lettrice ci chiede:

Buongiorno,
Quando sono andata in pensione mio marito lavorava ed aveva uno stipendio di 1000 euro superiore alla pensione che prende attualmente, quando ho fatto richiesta di pensione mi hanno chiesto il codice fiscale di mio
marito, adesso che è andato in pensione con una pensione così bassa e io prendo 732 euro al mese posso chiedere il ricalcolo?
Con quali documenti lo devi richiedere?
In attesa di una Vs risposta,
Saluto

Come abbiamo accennato in apertura il ricalcolo della pensione può essere richiesto solo al verificarsi di determinate condizioni. Vediamo quali. 

Se dopo il pensionamento si verificano eventi per i quali il calcolo dell’assegno pensionistico potrebbe variare.

Le cause più frequenti che danno luogo ad un ricalcolo della pensione si riferiscono al piano contributivo, a quello reddituale  e a quello sanitario.

Nella maggior parte dei casi il ricalcolo della pensione viene richiesto nei casi in cui vi siano variazioni sul piano contributivo. Questo può avvenire nel caso in cui un certo numero di contributi non siano stati presi in considerazione quando è stato effettuato il calcolo della pensione, nel caso in cui, magari, si richieda l’accredito di eventuali contributi volontari dopo il pensionamento (può capitare, per esempio, nel caso del riscatto del servizio militare)  ma anche nel caso che il pensionato riprenda attività lavorativa e continui, quindi, a maturare contributi anche dopo il pensionamento.


Leggi anche: Pensione di reversibilità e convivenza: indispensabile l’unione civile

Nel caso di contributi non valutati il ricalcolo della pensione deve avere decorrenza dal momento della liquidazione del trattamento pensionistico (dando, quindi, diritto anche agli arretrati) poichè la contribuzione originaria va integrata con i contributi non valutati (stesso discorso valido in caso di contribuzione figurativa)

Nel caso in cui, invece, il pensionato abbia continuato a lavorare dopo la pensione il ricalcolo ha effetto dal momento della domanda.

Nel suo caso, quindi, è possibile richiedere il ricalcolo della pensione solo nel caso che si siano presentate delle variazioni che possano incidere sul calcolo dell’assegno spettante. Se può avere dei dubbi che alcuni contributi non siano stati considerati può anche chiedere conferma ad un CAF e se sussistono i presupposti chiedere un ricalcolo dell’assegno pensionistico.