Riforma pensione 2020: si parla di una Fornero bis, sarà vero?

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06/09/2020

Riforma pensioni 2020, si parla di una riforma pensioni Bis, sarà vero? Cosa devono aspettarsi gli italiani? Facciamo chiarezza nell’attesa dell’incontro governo e sindacati.

Riforma pensione 2020: si parla di una Fornero bis, sarà vero?

Il tema della Riforma pensioni è un argomento molto delicato e il più delle volte girano solo voci che fanno preoccupare gli italiani. Purtroppo, c’è anche da dire che di riforme distributive nei tempi c’è ne sono state tante, ad esempio la così bandita Riforma Fornero è stata denominata Riforma di “lacrime e sangue”. Chiamata così, perché ha dato vita agli “esodati”, lavoratori che grazie alla riforma si sono trovati in una via di mezzo: senza lavoro e senza pensione. Lavoratori che non hanno potuto far niente tranne che stare lì a guardare il venir meno di un loro diritto. 

La paura di una Riforma Fornero bis

La paura che una nuova riforma Fornero bis si possa ripetere non fa dormire gli italiani, ma vediamo di cosa si tratta e soprattutto quali sono le ipotesi allo studio.

Da precisare che la Riforma Fornero sulle pensioni è attualmente in vigore, in aggiunta a questa riforma nel 2019 con il decreto legge n. 4/2019 è entrata in vigore la quota 100 per un triennio sperimentale, una pensione anticipata che permette agli italiani di uscire dal lavoro a 62 anni e 38 anni di contributi, il triennio scadrà il 31 dicembre 2021. Questa misura non piace al nuovo Governo e a gran voce è stato espresso che non sarà rinnovata e finirà alla scadenza. 


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Salvini infiamma i cittadini sul ‘NO’ alla riforma Fornero bis

Ad infiammare il dibattito sulla Riforma pensione e di non voler tornare alla Riforma Fornero (ribadiamo che non è mai stata cancellata ed è attualmente in vigore) è Matteo Salvini, che promette una quota 41 per tutti, un eterno si alla pensione quota 100 e un no assoluto alla Riforma Fornero Bis. 

Il dibattito si fa importante quando si toccano temi di Recovery fund e di riduzione della spesa del costo pensionistico. Inoltre, c’è anche l’Euorpa che più volte ha bacchettato l’Italia sul suo sistema previdenziale, considerando la quota 100 un lusso che solo gli italiani si possono permettere. Sempre in riferimento alle discussioni del sistema previdenziale dell’Italia, il consiglio degli altri stati è stato quello di continuare a seguire la strada della Riforma Fornero. 

Quindi, questo cosa potrebbe portare? Eliminare la quota 100 alla scadenza e lasciare il sistema pensionistico così com’è, con l’adeguamento della speranza di vita Istat? Eliminare tutte le forme pensionistiche anticipate (Ape Sociale, Opzione donna, ecc.) e  lasciare come forma pensionistica anticipata solo la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne; con valori che comunque si adegueranno alla speranza di vita e quindi tenderanno a salire nel tempo? Oppure, una pensione totalmente contributiva a 64 anni che penalizza gli assegni pensionistici?


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Insomma, si spera che tra tanti numeri si tenga conto della dignità degli italiani e di un diritto maturato con anni di duro lavoro. 

L’appuntamento del 16 settembre tra governo e sindacati, metterà in chiaro le ipotesi allo studio, anche se la vera riforma come è stato annunciato non sarà questa nel 2020 ma nel 2021, che dovrebbe rivoluzionare tutto il sistema pensionistico.