Riforma pensioni e news sui cambiamenti in arrivo nel 2021

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02/05/2020

Riforma pensioni nel 2021 con ingresso di una nuova pensione anticipata a sostituzione della Quota 100, dibattito sull’assegno con il sistema contributivo.

Riforma pensioni e news sui cambiamenti in arrivo nel 2021

La Riforma pensioni 2021 quali cambiamenti saranno messi in atto nel nostro sistema pensionistico? Questa è la domanda che sempre più spesso ci poniamo e che ci spaventa in virtù delle ultime notizie sulle pensioni news . Analizziamo vari aspetti secondo le ultime indiscrezioni.

Riforma pensioni 2021: le previsioni

Nel 2021 sarà in vigore una nuova riforma previdenziale che introdurrà una nuova misura di pensione anticipata che andrà a sostituire la Quota 100, che rimane confermata in via sperimentale per il triennio dal 2019-2021.  

Previste anche la proroga di Opzione donna e Ape Sociale, anche se su quest’ultima ci sono molte idee contrastanti.

Ipotesi di Riforma pensioni nel 2021

La nuova riforma pensioni prevede modifiche rivoluzionarie del sistema pensionistico,  proprio per questo motivo le preoccupazioni sono tante. Rimane l’obiettivo di un’adeguata flessibilità di uscita dal mondo del lavoro, con un occhio di riguardo al meccanismo di premialità per le donne.

La discussione tra Governo e sindacati  è incentrata sul ricalcolo contributivo che prevede una penalizzazioni di circa il 30% rispetto all’ultima retribuzione percepita. L’Ipotesi allo studio si concentra su una misura con 64 anni di età e 38 anni di contributi in sostituzione della quota 100 attualmente con 62 e 38 anni di contributi calcolata con il sistema misto.

I sindacati nell’attesa di un tavolo tecnico per valutare la prossima riforma pensioni, segnalano la forte penalizzazione di un’eventuale misura pensionistica calcolata interamente con il sistema interamente contributivo.

Flessibilità in uscita: il nodo della questione

Il nodo fondamentale è la flessibilità in uscita e si cerca di trovare una soluzione per arrivare a questo obiettivo. Ma le parti sociali tengono ferma la loro posizione sulla pensione di vecchiaia a 62 anni e anticipata a 41 anni di contributi a prescindere all’età anagrafica, entrambe le misure calcolate con il sistema misto per evitare forte penalizzazione ai lavoratori che hanno avuto una vita lavorativa discontinua.

Secondo i sindacati i lavoratori devono essere tutelati, prima di fare le riforme bisogna considerare tutti gli aspetti, si rischia di innescare una nuova riforma Fornero denominata la riforma di “lacrime e sangue”. Una riforma che ha creato gli “esodati” e molti di questi lavoratori sono ancora in attesa di percepire una pensione.

La riforma pensioni sarà articolata in base alle disponibilità in bilancio, c’è da dire che queste politiche nel tempo hanno lasciato il tempo che trovano.

Basta guardare il taglio alla sanità a cosa ha portato l’Italia con la pandemia da coronavirus. Tante le persone che sono morte e potevano essere salvate. Si spera che si arrivi ad una riforma in grado di tutelare i lavoratori sotto tutti gli aspetti.


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