Riscatto laurea ed età della pensione: chiarimenti

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01/09/2020

Non sempre prendere in considerazione il riscatto degli anni di studi può essere considerato conveniente, vediamo il perchè.

Riscatto laurea ed età della pensione: chiarimenti

Il riscatto della laurea serve a valorizzare ai fini pensionistici gli anni dedicati al conseguimento del titolo di studio. Il riscatto può essere richiesto, a patto che si sia conseguito il titolo di studio finale, solo per la durata legale del corso di laurea e non eventualmente, per gli anni fuori corso utilizzati. Vediamo la convenienza del riscatto.

Riscatto laurea per pensione

Una lettrice scrive per chiedere:

Buonasera, sono laureata, ho 50 anni e lavoro da 24 anni nel privato come Quadro, con regolari contributi versati. Vorrei riscattare la laurea, vorrei sapere se mi conviene, quanto verrebbe a costarmi piu’ o meno e a quanti anni percepirò la pensione, se ne percepirò una, in quanto si prevede che, con la fine dei blocchi per i licenziamenti, la società per la quale lavoro farà dei tagli e per me sarà difficile trovare un nuovo impiego. 
Grazie 

Nel suo caso la convenienza del riscatto laurea dipende dalla prosecuzione del rapporto di lavoro. Le vado a spiegare il perchè. Avendo 50 anni le mancano 17 anni per il raggiungimento della pensione di vecchiaia (più eventuali aumenti legati all’adeguamento alla speranza di vita Istat). Avendo 24 anni di contributi, poi, le mancano alla pensione anticipata ordinaria 17 anni e 10 mesi (per il raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi richiesti per le donne). 

Come può capire il riscatto dei 4 anni di studio per ottenere la laurea le consentirebbero di raggiungere il requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi 4 anni prima e, quindi, fra 13 anni 10 mesi. Ma questo solo se continua a lavorare e a versare quei 13 anni e 10 mesi di contributi necessari, altrimenti il riscatto laurea sarebbe totalmente inutile. Riscattare gli anni di studi solo nella speranza che questo aumenti l’assegno pensionistico, infatti, non conviene poichè a fronte di un onere molto elevato avrebbe un aumento che ammortizzerebbe la spesa in almeno un decennio (tanto vale, a questo punto tenere la somma con cui si paga l’onere per eventuali emergenze nel periodo post pensione, o, ancora meglio, investire la somma in un fondo previdenziale complementare che le garantirebbe una pensione supplementare).


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L’onere, infatti, se si utilizza il riscatto agevolato (fruibile fino al 31 dicembre 2021) è di 5200 euro per ogni anno riscattato. Se si utilizza il riscatto tradizionale l’onere è sicuramente più alto visto che dipende dalla retribuzione, dalla contribuzione, dall’età e dal sesso del richiedente.

Riassumendo, quindi, se continua  lavorare fino al pensionamento il riscatto laurea le permetterebbe di accedere alla pensione anticipata a circa 64 anni, in alternativa, se dovesse perdere il lavoro potrà sempre contare sulla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni visto che il requisito contributivo dei 20 anni lo ha ampiamente raggiunto.

In ogni caso, se ha iniziato a lavorare a partire dal 1 gennaio 1996 e non ha contributi versati prima di tale data, potrebbe accedere al pensionamento anticipato a 64 anni anche senza il riscatto laurea, tramite la pensione anticipata contributiva, misura dedicata solo a chi ha i propri contributi nel sistema contributivo puro (versati dopo il 1 gennaio 1996 o computati in gestione separata) che richiede 64 anni ed un minimo di 20 anni di contributi unitamente ad un assegno pensionistico liquidato che sia pari o superiore a 2,8 volte il minimo INPS.


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