Simulazione calcolo pensione donna 2020

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03/05/2020

Pensione donna nel 2020: come calcolare l’assegno pensionistico in base all’età anagrafica e l’anzianità contributiva, in base alla penalizzazione.

Simulazione calcolo pensione donna 2020

La pensione donna nel 2020 è una misura che permette l’anticipo pensionabile di 8/9 anni dall’età richiesta per la pensione di vecchiaia (67 anni). Questa misura “Opzione donna” prevede che le lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2019, possono accedere a questa misura con 58 anni se lavoratrici dipendenti, con 59 anni se lavoratrici autonome, con 35 anni di contributi. Per percepire l’assegno prevista una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome, la finestra mobile non è prevista per le dipendenti del comparto scuola. La pensione donna rientra tra le novità pensioni anche nel 2021 in quanto la sua proroga è già allo studio nella prossima riforma 2021.

Pensione donna 2020: un anticipo anagrafico consistente

Questa misura pensionistica unica nel suo genere prevede un anticipo consistente rispetto all’età della pensione di vecchiaia, che fino al 2020 è fissata a 67 anni. Questo non è l’unico fattore anche il requisito contributivo richiesto è di 35 anni rispetto alla pensione anticipata che prevede un requisito per le donne di 41 e 10 mesi di contributi, fissato fino al 2026 dal Decreto-legge n- 4/2019.

La penalizzazione sull’Opzione donna blocca la scelta

Questa misura conveniente da una parte ma penalizzante dall’altra. La pensione donna prevede che l’assegno sia calcolato interamente con il sistema contributivo, spesso non è facile stabilire l’ammontare perché sono tanti i fattori da considerare.

L’assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo a prescindere se la lavoratrici ha una reale anzianità contributiva al 1995.


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Questo significa, che anche avendo il diritto alla sistema misto o retributivo puro, le lavoratrici che scelgono il sistema contributivo, l’assegno viene liquidato solo ed esclusivamente con il sistema contributivo. In questo modo la penalizzazione varia a seconda dai contributi accumulati dalla lavoratrice e della carriera discontinua, nella maggior parte dei casi la decurtazione oscilla fra il 20 e il 40% sulla pensione, e non esiste nessuna possibilità di recupero.

I contributi richiesti

Da considerare che la pensione donna, richiede un requisito contributivo di 35 anni, composto di solo contributi effettivi, questo significa che possono essere considerati tutti i contributi versati (obbligatori, volontari, figurativi da riscatto), ad esclusione dei periodi con copertura figurativa per indennità di disoccupazione Naspi e malattia.

Inoltre, non è possibile cumulare gratuitamente i contributi maturati in varie casse previdenziali, si può solo accedere alla ricongiunzione onerosa. Esiste un’unica eccezione per le lavoratrici iscritte sia la fondo dei dipendenti del privato sia alla gestione artigiani e commercianti, questi periodi possono essere cumulati fra loro gratuitamente, con l’unica considerazione che dovrà essere applicata l’uscita come lavoratrice autonoma a 59 anni e con una finestra mobile di 18 mesi.

Simulazione della pensione donna

Il sito Inps (www.inps.it) mette a disposizione dei cittadini un simulatore che permette di calcolare l’assegno pensionistico in base ad una serie di dati anagrafici e contributi. Il servizio si chiama “La mia pensione futura”.