Per la cassazione la prova di uno screenshot è inammissibile

Un cittadino senegalese propone ricorso contro il rigetto dell’istanza di assistenza umanitaria, depositando come prova uno screenshot. I giudici dichiarano il ricorso inammissibile. La sentenza.

Il deposito dello screenshot non viene ritenuto ammissibile, lo afferma la Cassazione attraverso l’ordinanza n. 2307 del 2020. Il ricorso è stato proposto da un cittadino senegalese contro l’ordinanza di rigetto della richiesta di protezione internazionale, conosciuta come assistenza umanitaria. Il ricorrente (cittadino senegalese) ha dimostrato attraverso uno screenshot, quali (secondo lui) fossero i vizi rilevati al procedimento di rigetto dell’istanza di assistenza umanitaria, depositandolo in allegato al provvedimento. Tuttavia, la Corte di Cassazione non l’ha ritenuto attendibile sia per la nullità del provvedimento, sia per l’ammissibilità del ricorso, così come disposto dall’articolo 372 del codice di procedura civile.

Cassazione: deposito screenshot

L’istanza di protezione internazionale, è stata rigettata da parte del Tribunale. Il ricorrente ha presentato un esposto alla Corte di Cassazione di Roma, nel cui ricorso poneva in evidenza l’anomalia del documento elettronico. Il ricorso del senegalese, verteva sulle seguenti motivazioni, quali:

  • firma apposta in modo anomala del giudice;
  • presenza di modifiche all’interno di uno dei fogli del dispositivo.

Il tutto dimostrato attraverso la prova di uno screenshot, allegata al ricorso.

Cassazione: inammissibilità del ricorso

La Suprema Corte di Cassazione considerate tutte le motivazioni del cittadino senegalese (ricorrente), ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile. I giudici non hanno ritenuto congrua la motivazione sull’invalidità del provvedimento per quanto riguarda la firma anomala, in quanto, non sussistono i presupposti per definire la firma invalida, né tantomeno il foglio del dispositivo presenta delle irregolarità.

Secondo i giudici la prova esibita attraverso lo screenshot allegata al ricorso dal ricorrente, è del tutto inadeguata, così come stabilito dall’articolo 372 del c.p.c.

Cassazione: le motivazione del rigetto del ricorso

Per la Cassazione viene a mancare il termine utile per la presentazione del ricorso, stabilito nei 30 giorni come previsto dall’articolo 702 quater c.p.c. In quanto, l’ordinanza impugnata veniva presentava come data di deposito il 10 agosto 2016. Al difensore l’atto è stato notificato il 2 agosto 2016. Il ricorso in appello è stato presentato il 30 ottobre 2016.

Per la Suprema Corte di Cassazione il ricorrente presenta un ricorso tardivo, non solo, nell’impugnare la firma del giudice che ha emesso l’ordinanza di rigetto dell’istanza di protezione umanitaria, non né specifica il difetto. Identica valutazione viene espressa per la pagina oggetto della contestazione, manca la indicazione della difformità. Inoltre, la prova esibita dal ricorrente, ossia il deposito di uno screenshot allegata al ricorso di appello, viene ritenuta inammissibile ai sensi dell’articolo 372 del codice di procedura civile.

 

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein