Permessi legge 104 per il familiare ricoverato in struttura: eccezioni

Permessi legge 104 per il familiare ricoverato in struttura, ci sono delle eccezioni per la fruizione, ecco la normativa e le circolari Inps.

Come più spesso specificato nei nostri articoli i permessi con legge 104 non possono essere fruiti se il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3 ricoverato a tempo pieno in struttura. A questa norma di base ci sono delle eccezioni, analizziamo quali sono rispondendo ad un nostro lettore.

Permessi legge 104 e familiare in struttura

Salve, potrebbe darmi un’informazione sulla legge 104. Grazie

Mio padre è ospite di una casa di riposo e deve uscire per fare una visita, la struttura non è tenuta ad accompagnarlo, io posso usufruire di un permesso giornaliero di 104 (che possiedo e ne usufruivo prima che andasse in casa di riposo) posso prendere tutto il giorno perché la visita è alle 12.40 e io lavorando lontano mi è impossibile essere al lavoro prima e dopo la visita. Grazie aspetto una vostra risposta

Le eccezioni

I permessi legge 104 art.3 comma 3 possono essere fruiti dai lavoratori disabili e dai loro familiari per assistenza. La legge 183/2010 che modifica ha mantenuto il presupposto oggettivo, che consistente: i permessi possono essere fruiti a  “A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore pubblico e privato, che assiste […] ha diritto di fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito […]”.

Negli anni la normativa non ha subito modifiche, ma sono intervenute circolari che hanno evidenziato alcune eccezioni. In particolare, la circolare Inps n. 155 del 3 dicembre 2010 al punto 3, individua alcune ipotesi di modifica al presupposto:

  • interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate (ipotesi prevista nel messaggio n. 14480 del 28 maggio 2010);
  • Ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • Ricovero a tempo pieno di un minore con disabilità in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, ipotesi già prevista per i bambini fino a tre anni di età (circolare n. 90 del 23 maggio 2007, p. 7).

Congedo e permessi con legge 104: circolare n. 32 del 6 marzo 2012

Come sopra detto l’impianto normativo non prevede eccezioni.

Tali eccezioni sono evidenziate nella circolare Inps 32 del 6 marzo 2012 che, al punto 6 tratta delle due agevolazioni, congedo straordinario D.lgs. 151/2001 e permessi L. 104/92, congiuntamente, estendendo ad entrambe le medesime eccezioni che riportiamo testualmente:

 “A titolo esemplificativo, tenuto conto anche di quanto normativamente previsto per i permessi ex lege 104/92, si elencano di seguito alcune ipotesi che fanno eccezione al requisito della assenza del ricovero a tempo pieno sia per quanto concerne i suddetti permessi (prolungamento del congedo parentale, riposi orari, permessi giornalieri) sia relativamente al congedo straordinario:

  • interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate (messaggio n. 14480 del 28 maggio 2010);
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3);
  • ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, ipotesi precedentemente prevista per i soli minori (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3).”

Riepilogando prevede le stesse eccezioni previste nella circolare INPS n. 32/2012, la quale specifica che il lavoratore che assiste il familiare con disabilità può usufruire dei permessi anche quando risulti documentato dai sanitari della struttura di ricovero il bisogno di assistenza da parte di un familiare. Questa eccezione era prevista solo per i minori come da circolare Inps 155/2010 al punto 3.(eccezione precedentemente prevista per i soli minori dalla circolare INPS n. 155/2010 – punto 3). Mentre, per quanto riguarda i pubblici dipendenti, questa possibilità sussiste solo nel caso in cui il familiare da assistere è un minore come prevede la circolare del D.F.P. n. 13/2010.

Risposta

Abbiamo esposto la normativa attuale e le circolari che evidenziano le eccezioni nel caso in cui il familiare con handicap grave deve recarsi fuori dalla struttura per visita. Quindi, deduciamo che ciò è possibile. Le consiglio comunque prima di procedere al permesso di informarsi direttamente all’Inps per verificare se il suo caso specifico rientri nelle eccezioni e la documentazione che la struttura le deve fornire ad avallare tale esigenza.

Fonte: SuperAbile; Legge 104/1992; Circolari Inps n. 155/2010 n. 32/2012; Legge 183/2010.- 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a consulenze@notizieora.it
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Angelina Tortora

Proprietaria, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”