Pignoramento conto pensione, la banca ed Equitalia costretti a risarcire, ecco perchè

La richiesta di risarcimento dopo l’azione di pignoramento conto pensione.

Arriva lo stop al pignoramento conto pensione da parte dell’Agenzia delle Entrate- Riscossione (Equitalia) che può liberamente pignorare i soldi presenti sul  conto corrente del contribuente moroso. Con questa azione il giudice blocca quel nesso d’illegittimità tra banche e Agenzia delle Entrate – Riscossioni.

Pignoramento conto pensione: il giudice dichiara illegittimità della procedura

A fare chiarezza il Tribunale di Lecce, con un apposito decreto in materia di pignoramenti su conti correnti e libretti. Si è spezzato quel circolo vizioso che metteva a rischio l’accredito delle pensioni e degli stipendi dei contribuenti. La svolta sul pignoramento immediato dell’Agenzia è avvenuta attraverso un provvedimento in via eccezionale di esecuzione emesso dal Tribunale di Lecce. Provvedimento emanato a favore di un pensionato salentino che finalmente è riuscito a entrare in possesso della sua misera pensione di circa 800 euro al mese.

Quel nesso tra pignoramento conto pensione e debito

La causa è nata dopo che il pensionato era giunto in banca per prelevare la sua pensione, ricevendo una bastonata, in quanto non aveva potuto accedere al prelievo. Infatti, il conto era bloccato per sopraggiunto pignoramento da parte dell’Ente. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate- Riscossione accertata la morosità del pensionato ha provveduto a pignorare l’intero saldo disponibile sul conto corrente dell’anziano. Una procedura che non rientra nell’articolo 545 codice di procedura civile, nel quale sono fissati dei parametri ben diversi per la procedura di pignoramento presso terzi. Nel contesto, in relazione alle disposizioni dell’articolo 545 qualsiasi creditore, compresa l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, non può avviare procedure di pignoramento per importi che si riferiscono a pensioni o stipendi in virtù di specifici limiti.

L’articolo 545 del codice di procedura civile sui crediti impignorabili

Per chiarezza riportiamo parte dell’articolo 545 del codice di procedura civile sui crediti impignorabili:

“Possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito ecc. Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale:

  • quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento;
  • quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge. 148.

Il pignoramento eseguito sulle somme di cui al presente articolo in violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle speciali disposizioni di legge è parzialmente inefficace. L’inefficacia è rilevata dal giudice anche d’ufficio.”

Pignoramento conto pensione: l’iniquità della procedura posta in essere dall’Agenzia

Il giudice dell’esecuzione, ha confermato l’inosservanza della procedura dell’articolo innanzi descritto, procedendo alla sospensione dell’azione esecutiva, a danno dell’anziano pensionato. Dando la possibilità all’uomo di poter gestire la pensione accreditata sul conto corrente senza obiezioni da parte della banca.

La motivazione del giudice si è basata sull’iniquità della procedura posta in essere dall’Ente Agenzia delle Entrate – Riscossione che in quasi combutta con la banca ha proceduto al pignoramento delle somme disponibili. Non tenendo conto del danno totale per il pensionato che si è visto chiudere le porte per il sostentamento. In sintesi, non poteva attingere verso alcun prelievo sul conto, seppure a scopo prettamente alimentare, privando il debitore dell’unico mezzo di sostentamento per sopravvivere.

Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dice perplesso dell’assurdo comportamento protratto a danno del pensionato dalla banca e dall’agente di riscossione. Nel complesso se ora l’uomo pensionato si ritiene sollevato, entrando di nuovo in possesso della pensione, dall’altra si tratta di un’azione che merita un’ulteriore condanna risarcitoria capace di fare finalmente giustizia contro questo sistema abnorme che getta nel panico la vita di tanti cittadini.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein