Pignoramento: il quinto sullo stipendio, ecco come si calcola

Pignoramento: procedura che si effettua quando si contraggono debiti e non si pagano, ecco come si calcola il quinto dello stipendio

Nel caso in cui un soggetto contrae dei debiti e non li paga, può subire il pignoramento dei beni da parte del creditore. Ma solo nel caso che quest’ultimo è in possesso di un certificato che ufficializzi il proprio diritto. Questo certificato è chiamato “titolo esecutivo” e può assumere diverse forme, come ad esempio: una sentenza anche di primo grado, un decreto ingiuntivo, un assegno, una cambiale, una cartella esattoriale. Il bene da aggredire viene scelto dallo stesso creditore. Molto semplice e l’individuazione del reddito quando Il debitore è un lavoratore dipendente in quanto subito si individua il reddito da aggredire che è sicuramente la busta paga. il reddito lavorativo può essere pignorato solo per il 20%, cioè il quinto di ciò che si percepisce, tranne che non sia una pensione da cui si deve sottrarre prima il minimo vitale.

Importo pignorabile dallo stipendio

Lo stipendio può essere pignorato entro alcuni limiti bene stabiliti:

  • Per i crediti alimentari, il limite del pignoramento viene stabilito dal Presidente del tribunale sullo stipendio;
  • Per tutti gli altri tipi di crediti per almeno un quinto.

Nel caso in cui il creditore è l’Agenzia delle Entrate riscossione, il pignoramento può essere eseguito in base a diverse percentuali sullo stipendio:

  • 10% al netto delle ritenute se lo stipendio non superi i €2500 al mese;
  • 14,2% nel caso che lo stipendio non superi i €5000 al mese;
  • 20% sullo stipendio che superi i €5000 al mese al netto delle ritenute.

Molti dipendenti si chiedono se fosse possibile subire due trattenute di un quinto sullo stesso stipendio.

Le cause del pignoramento ne sono tre vediamo uguali:

  • Alimenti, cioè riguarda gli assegni di mantenimento, per il coniuge separato o divorziato e per i figli, quantificato dal giudice o assegni periodici da versare, in base alle decisioni del giudice, a familiari che versano in uno stato di grave indigenza;
  • Tributi, sono debiti verso l’Agenzia delle Entrate o dell’agente della riscossione per le cartelle esattoriali non pagate
  • Debiti onorari, nei confronti di soggetti privati come ad esempio banche, fornitori e eccetera

Nel caso in cui su uno stesso stipendio ci sono due pignoramenti per la stessa causa, non è possibile effettuare un doppio pignoramento. Ma viene trattenuto un quinto per un pignoramento alla volta, quindi bisogna attendere la conclusione del pagamento del primo debito e poi proseguire con il secondo pignoramento.

Invece, se vi sono due pignoramenti con cause diverse, il pignoramento può raggiungere fino al massimo la metà della retribuzione. Quindi è possibile che il pignoramento successivo si possa aggiungere a quello precedente, ma sempre limitando il prelievo alla metà dell’importo della busta paga.

Come avviene il pignoramento dello stipendio

Il pignoramento può avvenire in due modi diversi sullo stipendio:

  • In capo all’azienda, cioè è il datore di lavoro che versa una parte della busta paga al creditore;
  • In capo alla banca o alla posta, in questo caso dopo la materiale erogazione sul corrente.

Pignoramento dello stipendio a capo all’azienda

Il pignoramento avviene prima che il datore di lavoro versi l’importo della busta paga al dipendente. Sarà lo stesso datore di lavoro che preleverà l’importo dovuto e lo verserà al creditore. L’atto di pignoramento viene notificato sia al datore di lavoro che al debitore. Dopo che l’azienda ha ricevuto l’atto di pignoramento, questo deve inviare al creditore una raccomandata con una dichiarazione in cui indica:

  • Se ha debiti nei confronti del debitore esecutato;
  • Qual è l’importo di debiti e l’eventuale presenza di ulteriori pignoramenti.

Nell’atto di pignoramento è indicata anche la data di udienza, in cui il debitore può presentarsi per eventuali opposizioni o controllare l’andamento della procedura. In questa udienza il giudice può verifica le dichiarazioni dell’azienda e assegna le somme pignorate al creditore. Il giudice, inoltre, ordina al datore di lavoro che da quel giorno in avanti dovrà effettuare una trattenuta di un quinto sullo stipendio del dipendente pignorato, fino all’estinzione del debito. Nel caso in cui il datore di lavoro non invia nessuna dichiarazione, può essere convocato dal giudice in udienza per rilasciare tale dichiarazione.

Pignoramento dello stipendio presso la banca o le poste

In questo caso l’atto di pignoramento viene notificato sia al debitore che alla banca o alla posta, questi ultimi inviano al creditore una dichiarazione in cui si evince che sul conto corrente vi siano delle somme pignorabili e quindi è in attivo.

È possibile pignorare gli stipendi accreditati prima della data del pignoramento, ma solo per l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale.

Per la mensilità di stipendio accreditata dopo la data di pignoramento, può essere pignorata solo per un per un quinto.

Il calcolo del quinto sullo stipendio

Per individuare la parte di stipendio su cui viene calcolato il quinto sottoposto a pignoramento, bisogna considerare solo il netto percepito dal dipendente, cioè quella parte di stipendio erogato da cui sono già stati detratte le imposte e le ritenute previdenziali.

Lo stipendio, diversamente dalla pensione, non viene sottratto il minimo vitale, quindi il 20% pignorabile si applica su tutto il netto dello stipendio anche se dovesse essere molto basso. Lo stipendio che può essere pignorato è sia quello di un dipendente full time che part time, sia a tempo indeterminato che a tempo indeterminato.

Nel caso di due pignoramenti contemporaneamente, per cause diverse il netto viene definito sottraendo dallo stipendio la cessione già in corso e poi si calcola il quinto, fino al massimo della metà della busta paga.

Pignoramento dello stipendio: dichiarazione del terzo pignorato


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.