Pink Floyd – Meddle, sperimentazione di echi sonori

Pink Floyd – Meddle tra sperimentazione e ricerca di nuove sonorità

Meddle dei Pink Floyd uscito nel 1971 rappresenta per tutti il disco di Echoes.Il fatto di trovarsi difronte ad un brano capolavoro a volte può mettere in dubbio anche il resto degli altri brani,ma in Meddle non è esattamente così. Questo album è una piccola perla della produzione floydiana e non solo segue la grande creatività del gruppo,ma segue soprattutto la grande linea guida che i Pink Floyd hanno dato finora. Inutile dire che Meddle è davvero un grande album a prescindere e sinceramente anche un pochino snobbato e sottovalutato. Il basso di Water bello aggressivo e con le corde oscillanti ci porta subito in trance con One of These Days, un vero e proprio capolavoro progressive grazie anche allo slide di Gilmour che è davvero qualcosa di spettacolare, le atmosfere futuriste subito si delineano mentre Mason picchia…

Con A Pillow of Winds si ritorna subito nella quiete,una classica ballata voce e chitarra dove Gilmour ci porta in un mondo calmo,quasi cullato e di grande spessore emotivo.La successiva Fearless è il seguito naturale della precedente, dove la voce di Gilmour intrecciata alla parte chitarristica sempre a ballata da quel tocco magico in un finale dove si possono udire i cori dei tifosi del Liverpool intonare ‘You’ll never walk alone’. San Tropez invece è una ballata molto leggera,forse il pezzo meno riuscito dell’album o meglio il pezzo con minore intensità compositiva. Il successivo Seamus è un blues vero e proprio ed è anche l’unico di tutta la produzione floydiana,ma a renderlo particolare oltre alla voe di Gilmour sono gli ululati di Seamus:un cane. Discorso a parte ci vorrebbe per la finale Echoes una vera e propria suite monumentale. Il tintennìo iniziale ci porta alla chitarra di Gilmour che accompagna dolcemente il tintennìo fino all’entrata di Mason e al cantato dello stesso Gilmour che accompagna dolcemente la sua Fender fino ad un sound progressivo e ad un assolo che fa venire i brividi. Il suono diventa duro mentre la batteria di Mason scandisce bene quel sound psichedelico tra chitarra e tastiera. La ritmica è davvero da brividi quei 3 accordi di Waters sono davvero un battito che rimane impresso fino a sfociare in un’atmosfera quasi spettrale,ma col ritorno del tintennìo iniziale,si ritorna alla vita,di nuovo il sound diventa un crescendo di emozioni e la batteria di Mason è una rinascita trionfale mentre la chitarra di Gilmour ci proietta in un finale prima in perfetta corsa contro il tempo per poi ritornale sul finale cantato che è davvero spettacolare. Questi sono i 25 minuti che hanno fatto la storia della musica. Echoes è uno dei pezzi rock più bello di tutti i tempi e Meddle anche se sarà ricordato esclusivamente per questa song resterà sempre uno degli album più significativi dei Pink Floyd.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

  1. One of These Days (*****)
  2.  A Pillow Of Winds (*****)
  3. Fearless (*****)
  4. San Tropez (***)
  5. Seamus (***)
  6. Echoes (*****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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