Pink Floyd – The Division Bell, la nuova era

Pink Floyd – The Division Bell, la nuova era

The Division Bell dei Pink Floyd rappresenta in un certo senso la ricucita (almeno in parte) del gruppo. Il ritorno a pieno ritmo di Wright si sente, Gilmour non fa altro che approfittare di questa positività per assemblare un gran bel disco. A differenza del precedente live e di A Momentary Lapse of Reason,  The Division Bell suona in maniera più propositiva e completa. L’eleganza del suono è uno dei primi punti a favore di questo album un pochino sottovalutato. The Division Bell si apre con la strumentale Cluster One dove atmosfere sognanti della tastiera di Wright accompagnano Gilmour in un intro verso nuove frontiere sonore. Più tesa ed aggressiva è la successiva What Do You Want from Me dove il tocco di Gilmour si esprime al massimo sulle coralità del gruppo impreziosito dai cori in sottofondo.Bella l’apertura finale he mette tranquillamente a tacere qualsiasi dubbio.Poles Apart , parte con un inizio acustico da tipica balla floydiana, bella la parte centrale molto ambient in un crescendo finale impreziosito da un assolo di Gilmour.La successiva Marooned è uno dei brani più belli dell’album. Interamente strumentale dove la chitarra di Gilmour esprime tutto quello di cui è capace di fare. Cinque minuti di pura gioia acustica.A Great Day for Freedom è splendiamene spaccata in due, la prima parte vocale e la seconda parte strumentale in un crecendo corale molto bello. Wearing the Inside Out molto bello l’intro col sax e particolare la voce questa volta di Wright. Molto bella e trascinante è la seguente Take It Back, molto bella la parte strumentale centrale del brano in un crescendo superbo superbo.Coming Back To Life si apre con un ottimo assolo iniziale di Gilmour per svilupparsi in un crescendo sonoro davvero bello. Una delle tracce più belle dell’album. La successiva Keep Talking è una delle più psichedeliche dell’album anche se con sonorità moderne.Lost for Words è una classica ballata stile Gilmour forse uno dei pezzi meno riusciti dell’album.  La finale High Hopes inece è davvero un capolavoro. I rintocchi della campana iniziale accompagnati da un piano appena pizzicato ci portano in atmosfere nostalgiche fino ad un crecendo superbo fino all’assolo finale di Gilmour con un steel guitar da brividi.

The Division Bell è il disco più riuscito da quando Waters ha abbandonato il gruppo. Il post The Wall si sapeva che sarebbe stato difficile,ma con perseveranza e idee ancora da mettere in atto è stato superato in maniera egregia anche se dal marchio Pink Floyd ci si aspetta sempre quel qualcosa che ti fa rimanere a bocca aperta ed in parte qualcuno ci è rimasto, The Division Bell entra di diritto tra gli album più belli del gruppo.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

  • Cluster One (*****)
  • What Do You Want from Me (****)
  • Poles Apart (****)
  • Marooned (*****)
  • A Great Day for Freedom(****)
  • Wearing the Inside Out (****)
  • Take It Back (****)
  • Coming Back to Life (*****)
  • Keep Talking (****)
  • Lost for Words (***)
  • High Hopes (*****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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