Pink Floyd – The Final Cut, il taglio finale

Pink Floyd – The Final Cut, il taglio finale

Dopo quattro anni dall’uscita di The Wall, i Pink Floyd pubbkicarono The Final Cut, un piccolo capolavoro che mette in risalto tutta l’autorevolezza di Waters. Quello che doveva essere il seguito naturale di The Wall, non fu altro che un disco di Waters suonato con gli altri membri del gruppo. Nell’aria c’era già la lontananza di Wright che suonò nel disco come session man e non come membro del gruppo, mentre la poca collaborazione degli altri membri fa in modo che il disco a volte diventa quasinripetitivo, ma ciò non toglie quelle atmosfere già sentite in The Wall. The Final Cut si apre con The Post War Dream un vero manifesto contro la guerra e delle domanda che affliggono l’umanità, una ballata dove l’insicurezza e i dubbi avvolgono la mente di Waters.La sucessiva Your Possible Pasts è lo spettro di quello che potrebbe lasciare una futura guerra, la voce di Waters rabbiosa ci accompagna in un grande assolo di Gilmour per poi ritornare agli standard iniziali.La breve One Of The Few è un  ticchettio di orologio, un suono già fatto di collaudato con la voce di Waters. The Hero’s Return ha un testo pazzesco anche se breve e doveva esere uno dei brani di The Wall non inserito poiché fa molti riferimenti a cioccolato che rimane dai ricordi della guerra.La successiva The Gunner’s Dream è il sogno dell’artigliere morente che spera in un mondo senza guerre, un piano avvolge la voce di Waters e un solo di sax centrale da brividi fanno di questa canzone un vero e proprio capolavoro . Paranoid Eyes è aperta dalla sola voce di Waters e ripercorre lo stile di Waters in maniera completa.Una ballata acustica dal testo pungente.La successiva Get Your Filthy Hands Off My Desert esordisce con un bombardamento aereo e il violino che accompagna la voce di Waters.The Fletcher Memorial Home ha quel sapore di idee già esplorate, molto bello l’assolo di Gilmour nella parte finale dove il suono Floyd ha una breve comparsa.La breve  Southampton Dock è una classica ballata acustica.Una delle canzoni più belle dell’album è senza dubbio la title track The Final Cut, il punto più alto dell’intero album, la voce di Waters piena di rabbia ci accompagna fino all’assolo di Gilmour tra sogno e realtà . Not Now John parte aggressiva impreziosita da cori anche se cantata da Gilmour. La finale Two Suns In The Sunset  è una ballata lenta molto bella dove alla batteria non c’è Mason ma Andy Newmark.Molto bello anche il finale col sax, bello malinconico e potente allo stesso tempo.

The Final Cut è un album che va ascoltato con calma, solo così si possono apprezzare le varie sfaccettature interne anche se rimane uno dei dischi che non venne mai suonato dal vivo, un vero e proprio taglio finale.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

  • The Post War Dream (***)
  • Your Possible Pasts (****)
  • One Of The Few (***)
  • The Hero’s Return (***)
  • The Gunner’s Dream (*****)
  • Paranoid Eyes (****)
  • Get Your Filthy Hands Off My Desert (***)
  • The Fletcher Memorial Home (****)
  • Southampton Dock (***)
  • The Final Cut (*****)
  • Not Now John (****)
  • Two Suns In The Sunset (****)

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Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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