Pink Floyd – The Piper at the Gates of Dawn, inizio di una nuova era

Pink Floyd, The Piper at The Gates of Dawn recensione album

I Pink Floyd debuttano sulla scena musicale con The Piper at The Gates of Down,un album psichedelico dalle sonorità futuristiche. Quello che intraprenderanno da adesso in avanti è un percorso che finora era poco esplorato anche se le influenze erano quelli di uno stile techno-rock più morbido con accenti futuristici. The Piper at The Gates of Down è da considerarsi l’album di partenza per quella psichedelia che strizza l’occhio alla tecnologia e alla ricerca di suoni che finora non era stata mai proposta e ad una ricerca di suoni che portavano l’ascoltatore a viaggi sonori in un periodo dove l’uso di droghe contribuiva allo stato d’animo della musica ascoltata in quel periodo.

The Piper at The Gates of Down si apre con Astronomy Domine,un pezzo prettamente futurista dalle atmosfere psichedeliche la cui struttura corale è ingigantita dalla lirica di quel genio di Syd Barrett,una ballata tra spazio e suoni davvero spettacolare. I primi segni di un suono mai ascoltato finora iniziamo a percepirlo con Lucifer Sam, altra ballata dalle atmosfere tipiche delle atmosfere lisergiche. Atmosfere  allucinate e stranite le incontriamo nella successiva Matilda Mother,dove l’organo di Richard Wright fa da tappeto a quel suono ‘allucinato’ che sarà uno degli stile Floydiani.La successiva Flaming, sono 3 minuti di pura follia compositiva. Suoni ,effetti e sensazioni strane rendono questi 3 minuti di pura creatività. Pow R. Toc H invece mette subito in risalto quelle che saranno le idee sonore dei Pink Floyd,alla ricerca di suoni e la sperimentazione con l’intreccio di stili diversi sempre in maniera concettualmente “lisergica”. La creatività collettiva del gruppo si mette in mostra con Take Up Thy Syethoscope And Walk ,dove effetti e suoni ripercorrono l’intero stile floydiano in tutto il suo splendore. Il vero manifesto della psichelia non può essere attribuito che a Interstellar Overdrive,un vero e proprio capolavoro strumentale, un mix tra effetti e suoni che crea quelle atmosfere fantascientifiche in una maniera straordinaria,un vero e proprio viaggio sonoro, dieci minuti di pura gioia. Con le successiva The Gnome e Chapter 24, i Pink Floyd ci riportano alle classiche ballate ispirate a Tolkien.La saltellante Scarecrow è ancora un seguire fiabesco. Chiude l’album la ballata Bike ,dove i Pink Floyd per la prima volta introducono rumori e suoni che saranno uno dei fili guida di sperimentazione sonora che il gruppo intraprenderà nei successivi album. I Pink Floyd con questo album posano ‘la prima pietra’ di quello che diventerà uno dei filoni più interessanti della musica negli anni 70,ovvero la psichedelia e loro saranno senz’altro quelli che rappresentano al meglio quello che sarà il loro stile e il loro marchio di un percorso e di un viaggio musicale che solo loro saranno in grado di portare avanti in maniera esemplare.

 

 

Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

  • Astronomy Domine (*****)
  • Lucifer Sam (****)
  • Matilda Mother (****)
  • Flaming (*****)
  • Pow R. Toc H. (****)
  • Take Up Thy Syethoscope And Walk (****)
  • Interstellar Overdrive (*****)
  • The Gnome (****)
  • Chapter 24 (****)
  • Scarecrow (****)
  • Bike (****)

 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
Follow Me: