Pink Floyd – The Wall, il capolavoro sulla solitudine e l’alienazione

Pink Floyd – The Wall, il capolavoro sulla solitudine e l’alienazione

Da un punto di vista strettamente musicale, The Wall è un disco dei Pink Floyd unico. La costruzione del muro è la trasfigurazione della società contemporanea al costruire un ipotetico muro di frustrazioni e di oppressioni che ogni singolanpersona umana è destinata a subire.

The Wall più che un concept album non è altro che una biografia personale di Pink il personaggio sulla quale ruota l’intera esistenza di Waters; a differenza di The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here che sono album dove la rierca del suono e la sperimentazione di nuove sonorità sono uno delle caratteristiche degli album, The Wall invece ha una struttura musicale più semplice, dove il messaggio da recepire sembra essere quello dei testi più della musica.

L’album si apre con In The Flash, breve intro e subito il suono diventa duro, aggressivo, dove la rabbia la fa da padrone fino al pianto del nascituro Pink con The Thin Ice.La creazione del muro inizia con Another Brick in The Wall, part1 dove l’abbandono inizia a prendere piede. The Happiest Days Of Our Lives inizia con uno uno stoppato di basso e batteria  che introduce la bellissima Another Brick In The Wall, Part 2 dove il riff di chitarra di Gilmour segnerà uno dei punti più importanti della storia del rock.Ance l’assolo finale rimarrà negli annali della storia della musica, così come il messaggio di imponimento dell’educazione scolastica, dove il comportamento era propedeutico alle informazioni che essa doveva trasmetterti.L’acustica Mother è il ercare di capire quelo che sta realmente accadendo e dove si è alla ricerca di risposte a quello che il mondo esterno sta mettendo in cornice e la rassicurazione finale sembra non bastare e  Goodbye Blue Sky con il cinquettio degli uccelli e la vita esterna danno il via a quello che non sarà il mondo sperato.Una chitarra in lontananza scandita dal ritmo dell’alienazione parla della necessità  nel proteggersi dalle ossessioni dell’isolamento verso gli altri. Young Lust è la sinesi della vita adoscenziale alla rierca di quel qualcosa di proibito che spezzi la monotonia quotidiana, ma è in One of My Turns che il mondo di Pink inizia a chiudersi e giorno dopo giorno e notte dopo notte i problemi si sommano.Un filo di tastiera accompagna quel filo di voce di Waters che si rifugia in un amore alternativo al suo matrimonio.Ma la depressione regna e il pensiero suicida di Don’t Leave Me Now scandito da quell’atmosfera di tastiera angosiante esplode in un assolo di Gilmour quasi liberatorio verso una fine annunciata ma la speranzosa Another Brick In The Wall part3 non è altro che la fine di un illusione e  il ritmo angosciante di Goodbye Cruel World mette fine a quel cambiamento sperato. Il muro è costruito, Pink è racchiuso in quel suo mondo di disperazione: solo e completamento depresso chiuso nella sua camera di albergo con lo sguardo verso il mondo esterno.L’arpeggio di  Hey You è il primo grido di aiuto e speranza verso il mondo esterno e le sonorità sempre in linea ai testi.Tutto quel contatto perso col mondo esterno si cerca di ristabilire con Is There Anybody Out There? dove c’è la richiesta ossessiva di qualche presenza esterna e l’arpeggio acustico finale è un tappeto musicale  di un qualcosa di inaspettato.Attesa che con Nobody Home e Vera si preparano a ristabilire quel contatto interrotto.La marcia trionfale di Bring The Boys Back Home apre le finestre verso il mondo esterno. La cura di Pink ha inizio e il dialogo con il dottore che cerca di calmarlo in Comfortably Numb,uno dei pezzi più belli di tutto l’album. Chitarre tirate e un atmosfera di guarigione per quello che sarà l’inizio dello spettacolo a cui non si può tornare indietro.L’assolo finale rimane uno dei momenti più belli di tutta la storia dei Pink Floyd.La richiesta è affermativa e  The Show Must Go On ci indica che lo spettacolo deve andare avanti.Pink torna sul palco inneggiando in perfetto stile totalitario quello che sarà l’introduzione a Run Like Hell,altra perla dell’album dal punto di vista strumentale,coralità e versatilità dove la risposta a quello che saranno le risposte di Pink alle minoranze del pubblico e la parte finale al  grido di “hammer” mette le basi alla distruzione del muro. Waiting For The Worms è il ritorno verso la consapevolezza,la rinascita,l’uscita dall’alienazione .L’effetto delle droghe hanno svanito il loro effetto e Stop è il punto dove Pink decide di dire basta e abbandona lo spettacolo avviando con The Trial quella sorta di autoprocesso dove riaffiorano tutti i momenti che l’hanno portato ad isolarsi e ammettendo con cosapevolezza di aver sbagliato,la sentenza gli impone di non isolarsi (auto)declamando così l’abbattimento del muro( Outside The Wall ).

The Wall oltre ad esse un concept album è un album estremamente politico,le parole questa volta hanno un peso superiore rispetto alla musica e questo è esclusivamente stile Waters,dove il messaggio dell’incomunicabilità,dell’oppressione e dell’alienazione ha il gradino di preferenza rispetto al modo di fare musica.The Wall resterà uno degli album più rivisti e riproposti in altre  maniere e versioni mostrando così la sua versatilità ad essere un manifesto da ricordare,ad essere quel qualcosa in cui l’uomo nel suo mondo decide di rilanciarsi a quello che la società lo impone.Temi che ritroveremo successivamente negli album dei Pink Floyd e soprattutto nella carriera solista di Waters,dove ogni muro fatto di pregiudizi e oppressione verrà abbattuto.

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Tracklist

N.B. Gli asterischi rappresentano il mio indice di gradimento.

Disc 1

  • In The Flesh? (****)
  • The Thin Ice (***)
  • Another Brick In The Wall, Part 1 (****)
  • The Happiest Days Of Our Lives (***)
  • Another Brick In The Wall, Part 2 (****)
  • Mother (*****)
  • Goodbye Blue Sky (****)
  • Empty Spaces (*****)
  • Young Lust (****)
  • One Of My Turns (****)
  • Don’t Leave Me Now (*****)
  • Another Brick In The Wall (Part III) (****)
  • Goodbye Cruel World (****)

Disc 2

  • Hey You (*****)
  • Is There Anybody Out There? (****)
  • Nobody Home (****)
  • Vera (*****)
  • Bring The Boys Back Home (****)
  • Comfortably Numb (*****)
  • The Show Must Go On (***)
  • In The Flesh (*****)
  • Run Like Hell (*****)
  • Waiting For The Worms (****)
  • Stop (***)
  • The Trial (***)
  • Outside The Wall (***)

Antonio Murante

Sono nato a Salerno nel 1971, romano d'adozione, amo dipingere,suonare il basso,amo la musica in tutte le sue forme ed è l'unica cosa a cui non rinuncerò mai.
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