Ponte Morandi: Esequie di Stato a Genova tra preghiera, raccoglimento e rabbia

Ponte Morandi: Si sono svolte ieri mattina   nella fiera di Genova i funerali di parte delle vittime del crollo avvenuto il 14 agosto scorso.

Ponte Morandi: Si sono svolte ieri mattina   nella fiera di Genova i funerali di parte delle vittime del crollo avvenuto il 14 agosto scorso.

Nel giorno delle esequie di Stato si apprende che le vittime salgono a 43.

Per la giornata di ieri è stato proclamato lutto di Stato e in molte località hanno rinviato eventi e festeggiamenti e in caso di impossibilità non sono mancati momenti di silenzio e ricordo.

Sono stati dei funerali strani, forse come è strana ed incomprensibile la  caduta di un ponte che ha diviso in due una città.

La magistratura ci si augura faccia il suo corso in maniera equa e neutrale ma intanto sui social impazza una sorta di tribunale virtuale a chi fa o riceve accuse sull’accaduto.

C’era una interrogazione parlamentare sui ritardi sulla Gronda a cui ufficialmente non è seguita risposta scritta, come a  tante. Ma la risposta nei fatti, nonostante i comitati ostruttivi “No Gronda”,  era avvenuta  con lo sblocco dei fondi  a Bruxelles per la realizzazione dell’opera già annunciata alla città di Genova a maggio 2017 e confermato nel settembre dello stesso anno.

Abbiamo fatto tardi! L’uomo e la sua fragilità hanno preso il sopravvento.

La fragilità umana non è andata in pausa neanche durante i funerali scambiati per molti anziché come momento cristiano di preghiera come  tifo da stadio.

I controlli, la cultura della prevenzione e l’intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell’azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli

Nel suo discorso a nome dell’Italia il Presidente ringraziando  il lavoro di tutti i soccorritori ha dichiarato: Questo è il momento dell’impegno comune, per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto. Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale. Gli italiani hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l’intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell’azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli”.

Chi ha mantenuto il suo ruolo a nome di tutti gli italiani è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che con il suo fare composto e diligente ha abbracciato a nome di tutto il Paese il cuore martoriato della città di Genova oppure in un momento di silenzio nei pressi delle macerie.

 

Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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