Poste Italiane: buoni fruttiferi dimezzati, la stangata dopo 30 anni

Dopo circa 30 anni molti investitori italiani sono stati sorpresi dal dimezzamento improvviso dei loro buoni fruttiferi di Poste Italiane.

Dopo circa 30 anni molti investitori italiani sono stati sorpresi dal dimezzamento improvviso dei loro buoni fruttiferi di Poste Italiane.

Buoni fruttiferi, rimborso dimezzato

Molti sono stati gli italiani che hanno deciso di risparmiare e investire scegliendo i buoni fruttiferi postali. Soprattutto negli anni ’80 del secolo scorso tanti investitori italiani hanno scelto Poste Italiane sperando in un rapporto di fiducia stabile nel tempo.

Eppure, per colpe non imputabili alla società di gestione del servizio postale italiano, tale fiducia è stata tradita. Ma come? Nel 1986 fu emanato un decreto che ha fatto sì che i rendimenti dei buoni fruttiferi si dimezzassero. E ciò è effettivamente quanto hanno riscontrato maggior parte delle persone che hanno riscosso i propri buoni.

Il caso

Poste Italiane: buoni fruttiferi dimezzati, la stangata dopo 30 anni

L’ultimo caso del genere riguarda una donna del maceratese, risparmiatrice che, negli anni ’80, aveva sottoscritto dei buoni fruttiferi. Quando la donna ha richiesto il rimborso dei suoi buoni, si è trovata dinanzi ad una vicenda spiacevole. Nel 2016, infatti, dopo tale richiesta, ha percepito una somma nettamente inferiore a quanto le spettava in principio.

La povera malcapitata, come tanti altri investitori italiani, ha preso iniziative legali nei confronti della società delle Poste. In questo caso, come in tutti gli altri, i ricorsi hanno dato ragione ai cittadini, costringendo Poste Italiane a rimborsare quanto dovuto a questi ultimi.

Per i buoni fruttiferi in questione, bisogna fare riferimento ai tassi di interesse attribuiti ai titoli. In questo modo si evince che i risparmiatori non hanno avuto avvisi riguardo cambiamenti peggiorativi delle condizioni. Ed è proprio questo che dà loro diritto di riscuotere quanto previsto in principio dapprima del decreto, così come indicato sul retro dei buoni.

Ingiunzione di pagamento

Secondo la sentenza n. 6430/2016 della Corte di Cassazione, bisogna considerare sempre quanto enunciato dai buoni, seppure le condizioni siano modificate da un apposito decreto ministeriale.

Le Poste sono tenute, quindi, a rimborsare i consumatori. L’obbligo è stabilito dal decreto ingiuntivo, secondo il quale il debitore (in questo caso le Poste Italiane) deve saldare le somme dovute nei confronti del creditore entro un certo lasso di tempo. Quest’ultimo sarà definito e comunicato dopo 40 giorni dalla ricezione dell’ingiunzione.

Per poter procedere con l’ingiunzione, essendo questa un atto esecutivo, il creditore (in questo caso i possessori dei buoni fruttiferi) è tenuto a mostrare delle prove che accertino la richiesta di restituzione del debito. Sarà poi il giudice, dopo averle esaminate, a verificare la legittimità della richiesta effettuata.

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.