Poste Italiane: continuano i ricorsi per rimborso dei buoni fruttiferi dimezzati

Continuano i disagi con i buoni fruttiferi delle Poste Italiane a causa del decreto ministeriale del 1986. Sempre più persone ricorrono alle vie legali. Buoni fruttiferi dimezzati Sempre più lamentele arrivano da parte dei clienti di Poste Italiane per la vicenda che ormai da un po’ ruota attorno ai buoni fruttiferi. E’ sempre più ricorrente, […]

Continuano i disagi con i buoni fruttiferi delle Poste Italiane a causa del decreto ministeriale del 1986. Sempre più persone ricorrono alle vie legali.

Buoni fruttiferi dimezzati

Sempre più lamentele arrivano da parte dei clienti di Poste Italiane per la vicenda che ormai da un po’ ruota attorno ai buoni fruttiferi. E’ sempre più ricorrente, infatti, il rifiuto da parte delle Poste alle richieste di rimborso dei risparmiatori. Sono soprattutto i clienti di vecchia data, quelli più fiduciosi in questa società, che stanno subendo delle ingiustizie. E, come ben sappiamo, la storia non ha origini recenti, eppure, le conseguenze si stanno verificando soltanto adesso.

Tutto parte, infatti, da un decreto ministeriale emanato nel lontano 1986, ben 32 anni fa. Chi ha sottoscritto dei buoni fruttiferi postali trentennali e, in questi ultimi anni, ha richiesto alle Poste il rimborso di tali buoni ha ricevuto una “bella” sorpresa. Anni e anni di sacrifici e risparmi mandati all’aria a causa di un decreto ministeriale? Questo è quanto viene detto alle sedi delle Poste Italiane quando un risparmiatore qualsiasi richiede il rimborso, di cui ha pieno diritto, dei buoni fruttiferi che ha sottoscritto anni e anni fa.

Avevamo già parlato del caso di un uomo e della madre 90enne che, alla scadenza prevista dei propri buoni trentennali, si sono recati alle Poste per richiedere il rimborso, la cui cifra complessiva ammontava a ben 61.277,84 euro. Il direttore dell’ufficio, però, come spesso sta accadendo, si è rifiutato di versare al cliente la somma intera, mostrandosi disponibile a poter liquidare soltanto la metà. Il direttore si è giustificato citando proprio il famoso decreto ministeriale 148 del 1986. Conosciuto anche come Gava-Goria, il decreto stabilisce che gli importi dei buoni fruttiferi postali emessi dal 1974 in poi sono stati dimezzati.

Poste Italiane: continuano i ricorsi per rimborso dei buoni fruttiferi dimezzati

L’ennesimo ricorso

Come spesso ricordiamo ai nostri lettori, secondo la sentenza n. 6430/2016 della Corte di Cassazione, bisogna considerare sempre quanto enunciato sul retro dei buoni, seppure tali condizioni siano state modificate da un decreto ministeriale.

Le Poste sono tenute, quindi, a rimborsare i suoi clienti. Tale obbligo è stabilito dal decreto ingiuntivo, secondo il quale il debitore (in questo caso le Poste Italiane) deve saldare le somme dovute nei confronti del creditore entro un certo lasso di tempo. Quest’ultimo sarà definito e comunicato dopo 40 giorni dalla ricezione dell’ingiunzione.

Consigliamo, quindi, ad ogni risparmiatore che abbia subito un’ingiustizia simile, o che sia in procinto di riscuotere i proprio Bfp, di informarsi sempre sui propri diritti e, in questo caso, verificare quanto stabilito dalle condizioni dei proprio buoni postali.

Dopo la condanna del Tribunale di Lecce conseguita al caso precedentemente citato, infatti, sono emerse ulteriori lamentele riguardo il rimborso dei Bfp trentennali. L’Arbitro Bancario e Finanziario di Milano, infatti, ha accolto un nuovo ricorso presentato dagli avvocati Benedetta Pallavicini e Silvia Guerra. Stavolta, la vittima è un risparmiatore di Porto Mantovano che ha affidato, come tutti gli altri, i risparmi di una vita alla società delle Poste.

La sentenza

Poste Italiane: continuano i ricorsi per rimborso dei buoni fruttiferi dimezzati

Come hanno comunicato i due legali del risparmiatore, il Collegio di Milano ha sancito che Poste Italiane dovrà riconoscere all’uomo, per l’ultimo decennio di fruttuosità dei titoli, il rendimento riportato sul retro dei buoni.

Anche in questo caso, quindi, la legge si dimostra a favore dei consumatori. Le Poste Italiane saranno tenute a rimborsare ogni risparmiatore dell’intera cifra che spetta ad ognuno di loro. Alcuni casi, per cui vi invitiamo ad approfondire la questione, fanno eccezione, ad esempio:

  • buoni andati in prescrizione, ovvero scaduti da 10 anni;
  • buoni non ancora scaduti, ovvero di cui ancora non può essere chiesto il rimborso.

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Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.