Poste Italiane: il caso dei buoni fruttiferi dimezzati va avanti, fate attenzione

Continuano le lamentele e i ricorsi dei risparmiatori italiani che da anni ripongono fiducia nella società delle Poste Italiane.

Fiducia tradita? Inefficienza? Incompetenza? Truffa? Cosa dovrebbe pensare un risparmiatore italiano dopo anni di sacrifici? Cosa sta succedendo alla società delle Poste Italiane?

Sempre più lamentele arrivano da parte dei clienti di Poste Italiane per la vicenda che ormai da un po’ ruota attorno ai buoni fruttiferi. E’ sempre più ricorrente, infatti, il rifiuto da parte delle Poste alle richieste di rimborso dei risparmiatori. Sono soprattutto i clienti di vecchia data che subiscono e riportano continue ingiustizie.

Tutto parte, come ormai ben sappiamo, da un decreto ministeriale emanato nel lontano 1986, ben 32 anni fa. Chi ha sottoscritto dei buoni fruttiferi postali trentennali e che, quindi, sono scaduti o sono prossimi a scadere, dovrebbe stare molto attento. Anni e anni di sacrifici e risparmi rischiano di essere mandati all’aria da un decreto ministeriale. Ma siamo proprio sicuri che sia davvero questo il motivo? Questo, infatti, è quanto viene detto alle sedi delle Poste Italiane quando un risparmiatore qualsiasi richiede il rimborso, di cui ha pieno diritto, dei buoni fruttiferi che ha sottoscritto anni e anni fa. Tale decreto, infatti, sancisce che gli importi di tutti i buoni fruttiferi sottoscritti dal 1974 ad oggi sono dimezzati.

Come da sempre vi ricordiamo che, secondo la sentenza n. 6430/2016 della Corte di Cassazione, bisogna considerare quanto enunciato sul retro dei buoni, seppure tali condizioni siano state modificate da un decreto ministeriale. Se vi recate alle Poste più vicine a voi perché finalmente, dopo anni di sacrifici, i vostri buoni sono in procinto di scadere e volete ritirare la cifra a cui avete diritto, state attenti a ciò che vi sarà detto.

Le Poste sono tenute a rimborsare i suoi clienti sempre, a parte alcune rare eccezioni. Tale obbligo è stabilito dal decreto ingiuntivo, secondo il quale il debitore (in questo caso le Poste Italiane) deve saldare le somme dovute nei confronti del creditore entro un certo lasso di tempo. Quest’ultimo sarà definito e comunicato dopo 40 giorni dalla ricezione dell’ingiunzione.

Consigliamo, quindi, ad ogni nostro lettore e risparmiatore di informarsi sempre sui propri diritti e, in questo caso, verificare quanto stabilito dalle condizioni dei propri Bfp.

Anche in questo caso la legge sarà a vostro favore. A meno che non abbiate ricevuto degli avvisi riguardo i cambiamenti delle condizioni dei vostri Bfp, le Poste Italiane saranno tenute a rimborsarvi dell’intera cifra che spetta ad ognuno di voi.

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Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.