Poste Italiane: rimborso dei buoni fruttiferi postali di serie P e Q

La riscossione dei buoni fruttiferi di Poste Italiane ha generato non pochi problemi ultimamente. Ecco l’ultima sentenza sui buoni di serie P e Q.

La riscossione dei buoni fruttiferi di Poste Italiane ha generato non pochi problemi ultimamente. Ecco l’ultima sentenza sui buoni di serie P e Q.

Rimborso buoni fruttiferi

Spesso abbiamo parlato del rimborso dei buoni fruttiferi postali e dei numerosi problemi che si sono generati intorno alla questione. Tutto nasce dal decreto ministeriale del 1986, che ha autorizzato il dimezzamento degli importi dei Bfp emanati fino ad allora.

Nonostante il decreto sia diventato legge anni fa, secondo molte sentenze giuridiche la società di Poste Italiane non è autorizzata a rimborsare soltanto metà della quota che spettava in origine ai risparmiatori italiani. In seguito a molte lamentele, ma soprattutto molti processi, la Corte di Cassazione ha stabilito che ai risparmiatori italiani spetta l’intera somma dell’importo presente sul retro dei buoni, di qualsiasi classe essi siano.

Buoni dimezzatiPoste Italiane: rimborso dei buoni fruttiferi postali di serie P e Q

A causa del decreto del 1986, quindi, la cifra che originariamente spettava ai risparmiatori di tutta Italia è stata dimezzata. Molti di loro, però, non sono mai stata avvisati del cambiamento apportato ai loro buoni fruttiferi e, dopo anni di sacrifici, si sono ritrovati dinanzi ad una vera e propria truffa.

Con la sentenza n. 13979 la Corte di Cassazione si è espressa in merito all’argomento, dando ragione ai titolari dei buoni fruttiferi. Le condizioni dei buoni, infatti, non dovrebbero cambiare nel corso degli anni, e nel caso in cui fosse necessario apportare delle modifiche, i risparmiatori devono essere assolutamente avvisati.

Buoni di serie P e Q

L’ultima vittoria giuridica riguarda proprio i buoni fruttiferi postali appartenenti alle serie P e Q. L’associazione Codice ha tutelato 3 risparmiatori di Ferentino, vincendo la causa.

Il problema è sorto quando i titolari dei buoni hanno dovuto affrontare una spiacevole sorpresa alla riscossione dei propri Bfp. I buoni in questione appartenevano alla serie P, terminata nel 1984 ed accorpata alla serie Q.

Secondo quanto ha spiegato l’avvocato Gianmarco Florenzani,

“l’errore è stato quello di aver continuato, post decreto, a vendere dei buoni fruttiferi della serie P.”

I risparmiatori, infatti, non hanno fatto altro che sottoscrivere dei buoni venduti legalmente da Poste Italiane e non è giusto che ci rimettessero a causa di un errore non commesso da loro.


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Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.