Pozzallo, giovane migrante 22enne muore di fame, dopo aver toccato terra

Una corsa per fuggire dalle bombe, toccare terra e morire. La triste storia di un migrante eritreo fuggito dal suo Paese, arrivato nel nostro in uno stato deperimento fisico tale, che lo ha portato alla morte prima di sentirsi in salvo.

Finisce tra gli stenti l’ultima tappa di un giovane migrante eritreo 22enne sbarcato a Pozzallo, giunto in Italia con una ong spagnola la Proactiva Open Arms. Subito dopo aver toccato terra, il giovane eritreo si è accasciato al suolo, morto di fame.

Pozzallo la corsa del giovane migrante verso la vita

A nulla è servita la vana corsa presso l’ospedale Maggiore di Modica, il giovane è morto di fame. Secondo quanto riportato dalla “Repubblica”, il medico dell’Asp di Ragusa, Carmelo Scarso ha confermato che il giovane è stato prontamente assistito nell’immediatezza. Purtroppo, il ragazzo non si nutriva da troppo tempo, troppi giorni di digiuno lo hanno portato alla morte.  I medici si sono ritrovati davanti un corpo in un grande stato di deperimento organico, era divenuto quasi uno scheletro. È morto di fame nella corsa per la vita.

Il sindaco di Pozzallo esprime tutta la sua amarezza

Roberto Ammatuna sindaco di Pozzallo esprime tutto il suo rammarico per una situazione che sta degenerando su tutti i punti di vista. Lo sbarco del ragazzo ha fatto emergere squarci di vita reali, formata da giovani che muoiono non solo per le bombe, ma di fame per giungere nel nostro Paese.  Una situazione di denutrizione che non solo ha coinvolto il ragazzo che non è riuscito a sopravvivere alla fame,  ma anche i compagni con cui ha condiviso il viaggio. Gli assistenti medici, si sono ritrovati dinanzi anni occhi tanti ragazzi malnutriti, in condizioni terribili “pelle e ossa“. In quegli istanti, la mente dei soccorritori ha fatto un passo indietro nel tempo, fino ai “campi di concentramento nazisti”. Uomini, donne e bambini ridotti in scheletri, gente malnutrita che è approdata nel nostro Paese in condizioni fisiche vicine alla morte. Il ragazzo scampato alle bombe, non è riuscito a vivere un altro giorno in libertà.

 

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein