Prepensionamento dopo Naspi, quali possibilità con 38 anni di contributi?

Quali sono le ipotesi di prepensionamento dopo il termine della fruizione dell’indennità di disoccupazione Naspi? Vediamolo nel caso di una lettrice.

Non sempre dopo la fruizione della Naspi è possibile accedere direttamente al prepensionamento. Tutto, come sempre, dipende dai requisiti posseduti dal beneficiario della Naspi e se questi permettono l’accesso ad una pensione anticipata. Poichè per le pensione di vecchiaia, ricordiamo, servono almeno 67 anni di età.

Prepensionamento dopo Naspi

Una lettrice scrive per chiedere delle sue reali possibilità di prepensionamento dopo il termine della Naspi:

Buon giorno.Sono stata licenziata il 6 novembre 2019. Attualmente ho 38.5 anni  Da gennaio percepisco  la Naspi. Ho possibilità  di andare in pensione anche rimettendoci dei soldi? Grazie

Purtroppo, no specificando quanti anni ha non posso indicarle con sicurezza se e di quale misura può fruire a termine della Naspi (o immediatamente) per accedere al prepensionamento. Proprio per questo motivo le fornisco una panoramica della possibilità che potrebbero presentarle.

Se ha compiuto i 62 anni (o se li compirà entro la fine del 2021) potrebbe accedere al pensionamento con la quota 100, anche interrompendo la Naspi nel momento che compie i 62 anni. La misura, infatti, richiede 38 anni di contributi già in suo possesso, ed almeno 62 anni di età.

Se, invece, ha compiuto i 63 anni, o li compie entro la fine del 2020, e finirà di fruire della Naspi entro settembre di quest’anno, può presentare domanda di pensione con l’Ape sociale visto che la misura richiede almeno 63 anni, almeno 30 anni di contributi e che il lavoratore disoccupato abbia terminato di fruire della Naspi spettante da 3 mesi (da tenere presente che, a meno che intervenga una proroga l’Ape sociale è in scadenza il 31 dicembre 2020).

Se, invece, entro il 31 dicembre 2019 ha compiuto 58 anni può accedere alla pensione, fin da subito, con il regime sperimentale opzione donna che richiede alle lavoratrici dipendenti di aver compiuto i 58 anni di età e aver maturato almeno 35 anni di contributi entro la data che le ho indicato. Questa misura, però, prevede una penalizzazione sul calcolo dell’assegno poichè verrà applicato su tutti i contributi maturati il sistema contributivo.

Per approfondire consiglio la lettura di: Pensione dopo Naspi: bisogna finire la fruizione della disoccupazione?


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.