Prestito PMI e professionisti: 25mila euro garantiti dallo Stato rimborsabile in 8 anni

Prestito 25 mila euro per i professionisti e le PMI, garantiti dallo Stato, prima rata rimborsabile tra due anni dalla sottoscrizione del finanziamento.

Le PMI e i professionisti potranno richiedere un prestito del valore di 25 mila euro senza vincoli. Si tratta di prestiti garantiti dallo Stato così come disposto col decreto di Liquidità. Nulla che si accosti a prestiti a fondo perduto. Il richiedente per accedere al finanziamento deve presentare l’istanza alla banca che provvede a erogare il prestito. Il professionista o l’impresa dovrà restituire il prestito all’istituto di credito che lo ha distribuito, rimborsando la prima rata non prima dei 2 anni, partendo dalla data di erogazione. Il beneficiario dovrà restituire il finanziamento in 72 mesi, pari a 6 anni, complessivamente l’azienda o il professionista disporrà di 8 anni per restituire il prestito alla banca.

Prestito PMI e professionisti fino a 25mila euro in forma rapida

Per quanto riguarda la procedura, l’istituto di credito avrà solo il compito di eseguire il regolare controllo sulla posizione del beneficiario come: antiriciclaggio e i requisiti prevista sulla normativa antimafia e così via. Si tratta di una procedura molto semplice in cui l’erogazione del prestito avviene in modo quasi istantaneo. Rammentiamo che l’azienda che accede al finanziamento, non lo potrà usare per compensare prestiti concessi precedentemente. L’ABI nella circolare del 24 aprile 2020 ha altresì chiarito che il prestito non potrà andare a bilanciamento dello scoperto.

Quali sono i documenti da allegare alla domanda di prestito?

L’accesso al prestito è subordinato alla richiesta da formulare all’istituto di credito o altro intermediario finanziario. Alla domanda andranno allegati i seguenti documenti, tra cui:

– il modulo relativo all’allegato 4bis presente sul sito del Fondo di Garanzia, da scaricare e redigere;
– documento di riconoscimento;
– il duplicato del bilancio, oppure della dichiarazione fiscale. Nel caso il cui il beneficiario sia impossibilitato a reperire tali documenti, può presentare una autocertificazione, nella quale deve indicare le spese sostenute per il personale, i costi relativi al fatturato e di aver subito danni economici dall’emergenza sanitaria da Covid-19.  Nello specifico, l’articolo 13 del decreto Liquidità, per la richiesta del prestito fa riferimento all’esibizione dell’ultimo bilancio depositato, oppure, alla prima dichiarazione fiscale esibita. In pratica, tenendo conto che il bilancio fiscale relativo al 2019 non è stato depositato e, che manca l’esibizione del Modello Redditi/2020 (redditi  2019). Il richiedente può presentare il bilancio 2018, mentre per la dichiarazione dei Redditi/2019. Nel caso d’inizio dell’attività lavorativa a far data dopo il 1° gennaio 2019, si potrà presentare l’autocertificazione. Nel caso il cui il prestito passi la fase di autorizzazione, per la chiusura della pratica va sottoscritto il contratto di finanziamento.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein