Quando andrò in pensione inps se possiedo 38 anni di contributi?

Quando andrò in pensione se sono in possesso di almeno 38 anni di contributi? Cerchiamo di rispondere alla domanda di alcuni lettori.

Quando andrò in pensione? La domanda che più spesso i nostri lettori pongono. Non sempre è facile centrare un’uscita anticipata che permetta la quiescenza prima del compimento dei 67 anni di età, anche se in Italia esistono molte misure per anticipare la pensione tutte richiedono requisiti molto stringenti.

Quando andrò in pensione con 38 anni di contributi?

Un nostro lettore ci scrive per chiedere:

Ho 54anni e ancora lavoro, fino ad oggi ho accumulato circa 38 anni di contributi, vorrei sapere quando andrò in pensione? grazie per il vostro servizio!

Lei ha iniziato a lavorare molto presto e senza ombra di dubbio rientra nei lavoratori precoci. Se si trova in una delle condizioni tutelate, potrebbe accedere al pensionamento con la quota 41 dedicata proprio ai lavoratori precoci alla maturazione dei 41 anni di contributi. Per potersi pensionare con questa misure, però, deve rientrare in uno dei seguenti profili:

  • Dipendenti disoccupati a causa di licenziamento (e non a causa naturale scadenza di contratto a termine) che hanno terminato da almeno 3 mesi di percepire la Naspi spettante
  • Dipendenti e autonomi che al momento della richiesta assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il primo grado (coniuge, figlio o genitore) con handicap grave ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3
  • Dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%
  • Addetti ai lavori usuranti
  • Addetti alle mansioni gravose

Se non rientra nei 5 profili sopra descritti l’alternativa per un pensionamento veloce è rappresentata dalla pensione anticipata ordinaria che richiede almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Un altro lettore scrive:

Buongiorno, io ho maturato a gennaio 2020 38 anni di contributi ma compirò i 62 anni solo nel 2022. So perfettamente di non potermi pensionare con la quota 100 e vi chiedo quali sono le mie possibilità di uscita dal mondo del lavoro, possibilmente senza penalizzazioni (sono una donna, ma per favore non suggeritemi l’opzione donna che non voglio che la mia pensione sia decurtata).

L’unica alternativa di pensionamento, con l’esclusione dell’opzione donna troppo penalizzante, è rappresentata nel suo caso dalla pensione anticipata ordinaria che richiede, per le donne, 41 anni e 10 mesi di contributi e potrà centrare l’uscita fra poco più di 4 anni (considerando anche i 3 mesi di finestra di attesa per la decorrenza della pensione).

Un altro lettore, infine, chiede:

Ho 63 anni compiuti da poco e 38 anni di contributi. Purtroppo 7 anni di contributi sono contributi figurativi derivanti dalla disoccupazione e, non soddisfo il requisito dei 35 anni richiesto dalla quota 100 pur avendo sia contributi che età richiesti per accedere. Attualmente non lavoro, ho finito la disoccupazione a novembre 2019. Quali possibilità di pensionamento posso prendere in considerazione e quando andrò in pensione?

A mio avviso lei rientra pienamente nella pensione con l’Ape sociale visto che possiede tutti i requisiti richiesti e anche l’aver fruito interamente della Naspi spettante da oltre 3 mesi. Può presentare domanda per il riconoscimento del beneficio fin da subito.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.