Quando vado in pensione con 57 anni e 40 anni di contributi? Ecco le possibilità

Quali possibilità di pensionamento con 57 anni di età e 40 anni di contributi?

Una nostra lettrice ci chiede quando può andare in pensione con 40 anni di contributi e 57 anni di età.

La nostra lettrice è molto vicina alla pensione anticipata poichè dal 1 gennaio 2019 per l’accesso saranno richiesti 42 anni e 3 mesi alle donne. Questo significa che se possiede, ad oggi 40 anni di contributi potrebbe accedere alla pensione anticipata prima della fine del 2020 senza subire l’ulteriore aumento dell’età pensionabile previsto per il 2021 di altri 3 mesi.

Anche se si parla molto di una probabile proroga dell’opzione donna cui, probabilmente, la nostra lettrice potrebbe accedere nel 2019 per possesso di età anagrafica e contributi, per quanto mi riguarda le sconsiglierei tale scelta che comporterebbe una grossa penalizzazione sull’assegno pensionistico calcolato interamente con il sistema contributivo (si parla di una perdita del 20/25%) e la perdita sarebbe per sempre. Di contro, aspettando qualche mese in più potrebbe accedere alla pensione anticipata senza alcuna penalizzazione.

Altra possibilità, che però non so se è alla sua portata o meno non sapendo che lavoro svolge, potrebbe essere la quota 41 per lavoratori precoci: la nostra lettrice, avendo 57 anni e 40 anni di contributi ha certamente almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età e quindi rientra nei cosiddetti lavoratori precoci.

PensionePer poter accedere alla quota 41 con 41 anni di contributi (nel 2019 saranno richiesti 41 anni e 5 mesi) però deve appartenere anche ad una delle 5 categorie che necessitano di una tutela, ovvero:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti 
  • lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa mansioni gravose.

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Redazione NotizieOra

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