Quando vado in pensione: ecco come saperlo

Quando vado in pensione, una domanda a cui non sempre il servizio INPS “la mia pensione” riesce a rispondere. Cerchiamo di capire perchè e in quali altri modi è possibile simulare la data.

Quando vado in pensione? Una domanda che si pongono quasi tutti i lavoratori italiani anche a causa dei continui aumenti dell’età pensionabile imposti dalla Riforma Fornero. Per saperlo si può consultare il servizio messo a disposizione dall’INPS, “La mia pensione” che simula l’importo che si potrebbe percepire al momento del pensionamento restituendo anche le date del possibile pensionamento con misura di vecchiaia e anticipata.

Quando vado in pensione?

Ovviamente il simulatore INPS, che offre anche la possibilità di confrontare diversi scenari futuri (si continuerà con il lavoro attuale? Si decide di cambiare lavoro? E’ previsto un aumento della retribuzione?), permette la simulazione solo con gli strumenti messi a disposizione dalla riforma Fornero non prendendo, quindi, in considerazione la possibilità di accedere alla quiescenza con misure come l’Ape sociale (in scadenza a fine 2020) o la quota 100 (in scadenza alla fine del 2021). Ma il simulatore non prende in considerazione neanche misura strutturali come la quota 41, per il cui accesso è previsto il riconoscimento del beneficio.

La mia pensione INPS, quindi, non risponde precisamente alla domanda quando vado in pensione visto che non prende in esame tutte le misure previdenziali attualmente in vigore.

Se un possibile beneficiario della quota 41, ad esempio, raggiunge il diritto alla pensione nel 2020, la possibilità dal simulatore dell’INPS non verrà segnalata perché la prima data disponibile al pensionamento restituita sarà quella  che prevede il raggiungimento alla pensione anticipata ordinaria.

Come sapere quando la pensione?

Alla domanda quando vado in pensione, quindi, non può essere sempre la simulazione INPS a rispondere. Se si pensa di avere diritto all’accesso alla pensione con una misura che non sia la pensione di vecchiaia o quella anticipata è necessario verificare i contributi in autonomia, avendo consapevolezza che il servizio dell’INPS non comprenderà nella simulazione altre forme di pensionamento.

Secondo le pensioni news, se si è in possesso di 41 anni di contributi, quindi, e si presume di aver diritto al pensionamento con la quota 41, si consiglia  di rivolgersi ad un CAF o un professionista abilitato per simulare in autonomia la data del pensionamento.

Stesso discorso vale anche nel caso si possiedano i requisiti per la pensione quota 100, Ape sociale, opzione donna o per la pensione anticipata contributiva a 64 anni. Anche in questi casi, infatti, la simulazione dell’INPS non prende in considerazione le misure elencate non fornendo, di conseguenza, la data del possibile pensionamento.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.