Quanto si perde sullo stipendio con la nuova cassa integrazione?

Ovviamente per i lavoratori in cassa integrazione lo stipendio si riduce, ma vediamo quale sarà l’impatto dell’ammortizzatore sociale.

Il Decreto Cura Italia ha previsto una nuova cassa integrazione per le imprese costrette a chiudere, a ridurre i lavoratori o in difficoltà economiche a causa del Cornavirus estendendo la possibilità della Cigo anche alle piccole imprese per aiutare sia i lavoratori che gli imprenditori in questo periodo di crisi sanitaria ed economica davvero eccezionale.

Stipendio con la cassa integrazione

Di base, come accade con la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, lo stipendio per i lavoratori coinvolti si riduce del 20%: l’indennità corrisposta con la cassa integrazione, infatti, è pari all’80% dello stipendio.

Ma quello che il lavoratore perde non è soltanto il 20% della busta paga. Vediamo quanto si perde con la nuova cassa integrazione.

Si tratta di una condizione che riguarda quasi la metà dei lavoratori italiani: secondo una stima, infatti, fatte salve le attività produttive che sono considerate essenziali e che, quindi, non hanno ridotto il personale o hanno chiuso i battenti a causa del coronavirus, la metà dei lavoratori italiani procedono nella loro attività in smart working, mentre l’altra metà è in cassa integrazione.

La nuova cassa integrazione, concessa alle aziende che hanno ridotto o chiuso la propria attività a causa dell’emergenza sanitaria, è concessa ad ogni lavoratore per un massimo di 9 settimane.

Secondo i calcoli della Uil, un lavoratore medio che ha un reddito annuo lordo d 22mila euro, avrà uno stipendio in cassa integrazione, pari a 940 euro (contro uno stipendio di base di 1300 euro). Una perdita, calcolata sulla base dello stipendio, di oltre 350 euro al mese.

Da tenere conto che non si riduce soltanto la paga base del lavoratore, ma vengono annullate anche le possibili entrate derivanti da straordinari, premi produzione e bonus vari. Il lavoratore medio, quindi, abituato a fare straordinari ha una perdita mensile molto più consistente rispetto ai 350 euro denunciati dalla UIL.

Ovviamente è meglio lo stipendio con la cassa integrazione rispetto al rimanere senza reddito, come sta accadendo ai lavoratori a chiamata (o a coloro che, per gioco forza, lavorano in nero). Ma le ripercussioni sulle famiglie che anche con lo stipendio pieno riuscivano a finire il mese  “al pelo” sarà sicuramente molto pesante.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.