Quota 100 è un fallimento? Ogni 10 uscite soltanto 3 assunzioni, ecco i dati

La Quota 100 è un disastro? I Consulenti del lavoro hanno stimato che il ricambio generazionale avverrà soltanto in settori altamente specializzati.

La riforma avrebbe dovuto permettere di andare in pensione anticipata a molti lavoratori italiani. Il tutto, però, si è rivelato un fallimento, forse ancora non tangibile, ma facilmente immaginabile. Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro, il tasso di sostituzione tra chi entra e chi esce dal mondo del lavoro grazie a Quota 100 non supererà il 30%. Ciò significa che ogni 10 pensionati ci saranno soltanto 3 assunzioni. E i problemi non finiscono qui.

Quota 100, un fallimento?

La Quota 100 è operativa dal 2019 (in via sperimentale fino al 2021) e consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che possiedono almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni. Per la riforma sono stati messi in bilancio ben 3,9 miliardi di euro, che saliranno a 8,3 nel 2020. Fino ad ora nel settore privato le domande di pensionamento anticipato ammontano a 60.479, mentre sono 52.607 quelle fatte nel settore privato.

All’inizio dell’anno il vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio annunciava l’inizio di un ricambio generazionale. A quanto pare, a distanza di otto mesi, i dati parlano chiaro e mettono in luce una situazione disastrosa. Le stime dei Consulenti del lavoro sono da tenere bene a mente, perché sono il quadro del futuro che ci spetta. Preoccupante soprattutto per i giovani, questa situazione sembrerebbe sfociare anche nel calo del mutui.

Come precedentemente detto, il tasso di sostituzione tra coloro che vanno in pensione e coloro che vengono assunti non supererà il 30%. Ciò vuol dire che ad ogni 10 pensionati con Quota 100, soltanto 3 saranno assunti. E ancora, il pieno ricambio generazionale si avrà soltanto in settori altamente specializzati, come quello dell’elettronica e della meccanica. Secondo Confindustria, infatti, il problema è trovare personale con competenze, ora assente sul mercato.

Calo dei mutui

E tra le cause del calo dei mutui c’è anche il futuro incerto di molti giovani italiani e la loro precarietà economica. Nonostante i tassi di interesse siano ai minimi storici (1% sul fisso e 0,33% sul variabile), gli italiani, in particolare i giovani, non intendono comprare casa. Soltanto nel mese di giugno, infatti, i mutui sono calati del 11,9%.

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Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.