Ragazzi derisi, allontanati e offesi, sempre più casi di violenze nelle scuole

Stragi nelle scuole Usa, ma perchè un ragazzo arriva a tanto? Questa storia non è diversa dai suicidi dei ragazzi italiani, denigrati, provocati, derisi e allontanati dal gruppo.

Stragi nelle scuole USA: lasciando a parte gli attacchi chiaramente terroristici troviamo studenti che vanno a
sparare nella loro scuola, ai loro compagni, ai loro insegnanti.

In italia questo non succede, in compenso si legge ogni tanto di ragazzi che tentano, e a volte riescono, il suicidio. Le autorità indagando trovano storie di solitudine, denigrazione, allontanamento dal gruppo, provocazioni continue, di bullismo.

Un diciannovenne americano deve essere per forza diverso da un coetaneo italiano ? A quell’età i ragazzi pensano alle ragazze, alle feste, a divertirsi, in questo sono convinto che siano assolutamente uguali. Anche in quello che chiamiamo bullismo.

Dobbiamo a Heins Leyman e Herald Hedge lo studio e la diffusione del concetto di mobbing sul posto di lavoro, leggendo il loro lavoro ci si rende conto come cambiando l’ambiente cambia il nome con cui chiamiamo una serie di azioni, nella scuola si chiama bullismo, nell’esercito si chiama nonnismo, sul lavoro è Mobbing. Ma le azioni del
gruppo sono le stesse, l’effetto sulla persona è lo stesso e le conseguenze finali, estreme, sono le stesse.

Lo stillicidio continuo di persecuzioni, di attacchi, di umiliazioni, l’isolamento, l’emarginazione, il disagio portano a vere malattie (quindi continue assenze), portano al rifiuto di andare a scuola, cosa che i genitori non capiscono, le continue provocazioni portano alla reazione, quindi il ragazzo bersaglio diventa un ragazzo problematico, violento, con la conseguenza che questo alla fine viene allontanato dalla scuola.

Da vittima diventa “il problema”

Gli attacchi non si fermano nell’ambiente della scuola, l’uso dei social permette ai bulli di continuare la loro opera in ogni ambiente e il ragazzo si troverà attaccato, denigrato e deriso anche quando chiuso nella sua camera, al sicuro in casa.
Si troverà dentro un meccanismo dal quale non riesce ad uscire, non può uscirne, con sensazione di impotenza, di disperazione, di non poter più vivere, chiuso in una gabbia.

Leyman nel suo lavoro indica chiaramente i possibili finali del dramma: Suicidio, omicidio, vendetta.

E qui torniamo a quanto detto all’inizio, i suicidi dei ragazzi in Italia.

Stragi e legge sulle armi: ragazzi tra USA e ITALIA

Una diversità lampante tra USA e Italia è la legge sulle armi, la loro disponibilità.

In USA si comprano al supermercato, in Italia non è per niente facile avere il porto d’armi e la possibilità di comprarsi un’arma.

Grazie alla disponibilità di armi in casa il ragazzo americano, vittima di bullismo, “problematico” e “violento” agli occhi di professori, dirigenti scolastici e, forse, dei suoi stessi genitori, si trova una possibilità, una scelta in più rispetto al ragazzo italiano: la vendetta. Da vittima diventa carnefice spietato.

Colpa delle armi? Sicuramente una legge sulle armi, il secondo emendamento, concepito nel 1791 (c’erano ancora gli “indiani !!) non è adeguata al giorno d’oggi e almeno un controllo serio sulla sanità mentale di chi acquista sarebbe auspicabile.

Ma se scaviamo un pò e ci chiediamo “perchè” l’ha fatto, il motivo che l’ha portato a prendere lo schioppo e sparare ai suoi “amici”, ai suoi compagni di scuola, sono convinto che troveremo la stessa storia detta all’inizio sui suicidi dei ragazzi italiani: denigrazione, provocazioni continue, allontanamento dal gruppo, derisione.

Bullismo

Una malattia sociale sicuramente non nuova, ma che si stà diffondendo sempre più, che richiede una prevenzione attuabile con una sensibilizzazione e informazione di base agli studenti, tramite la formazione degli insegnanti a riconoscere e stroncare sul nascere comportamenti vessatori, sanzioni ai bulli.

Perchè di questa malattia sociale, di bullismo, si può morire anche in Italia.

Autore: tpk_75


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”