Real Madrid, il ritorno del re

Cristiano Ronaldo frena i sogni di gloria della Juve e regala la felicità agli italiani che non tifano per la Vecchia Signora.

Cristianoooo Rooonaldoooo….questo l’urlo del commentatore al secondo straordinario goal del campionissimo.

Un gesto tecnico che riempie l’occhio, una di quelle cose che vedi raramente in tutta una vita.

Partita che ha incollato allo schermo tutta una nazione: i tifosi della Juve che comunque hanno avuto la loro squadra come protagonista, il resto degli Italiani felici per la disfatta di una squadra  che davvero simpatica non è.

E cosi il RE con i suoi goal diventa il protagonista non solo di una partita ma anche di tante piccole vendette personali.

Vendetta che, come in delitto e castigo, è maturata anche con la sacrosanta espulsione della ‘Joya’ che stavolta la gioia l’ha data a noi, io in primis, che non avevo gradito la sfrontatezza del tuffo in area alla presenza del RE, quasi un delitto di lesa maestà.

Ma è il terzo goal, quello del malefico scarafaggio con la faccia di Ficarra, Marcelo, che sa di beffa e che ha liberato la gioia, in italiano stavolta, dell’esercito degli antijuventini, esercito che di questi tempi aumenta ogni anno che passa.

La coppia dei centrali della Juve, che già domenica sera aveva dato le prime avvisaglie con il goal di Bonucci, ha confermato di essere ormai ai titoli di coda, soprattutto Barzagli.

Brutte notizie comunque per Napoli e Milan che si ritroveranno una Juve avvelenata e non più distratta dalla coppa a contendere i rispettivi obbiettivi, scudetto e coppa Italia.

Domani altra grande giornata di calcio, con il derby di Milano alle 18,30 e Barcellona Roma in serata.


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo