Reddito cittadinanza 2019: prossime scadenze e date da segnare, requisiti e modalità di domanda

Ultimi aggiornamenti sul reddito di cittadinanza 2019: Di Maio conferma il debutto a marzo. Quali saranno i prossimi passi del governo: cosa manca da definire?

Il reddito di cittadinanza 2019 debutterà entro marzo: Di Maio conferma alle imprese i tempi previsti per la misura. Ecco le regole già chiare e definite e i prossimi passi del governo per arrivare preparati alla misura. Tutto quello che c’è da sapere sul reddito di cittadinanza 2019 che, a breve, sarà realtà per chi ne ha diritto.
Oltre ai disoccupati (escluso chi ha dato le dimissioni), potranno fare domanda per il reddito di cittadinanza inoccupati.

Reddito cittadinanza dal 2019: ecco da quando si potrà fare domanda

La domanda per il reddito di cittadinanza si potrà inoltrare da marzo prossimo: le prime erogazioni sono previste da aprile 2019. Di Maio, nelle ultime dichiarazioni, ha confermato il rispetto di queste tempistiche. Quali sono i prossimi step? Quali nodi restano da sciogliere?

Centri per l’impiego: adempimenti per il reddito di cittadinanza e scadenze

Il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sul reddito di cittadinanza entro il 31 dicembre prossimo. A breve quindi dovranno essere definite nero su bianco le regole per il riconoscimento del sussidio e il pagamento del reddito di cittadinanza. Al centro del sistema si conferma il ruolo dei centri per l’impiego. Non è un mistero che questi ultimi siano oggi impreparati a svolgere i nuovi incarichi: si evidenziano gravi carenze di personale. La priorità è rendere effettiva la banca dati unica aggiornata e potenziare il ruolo attivo dei centri nella ricerca del lavoro per i disoccupati. Oggi infatti il 50% delle persone si rivolge al centro per l’impiego per ottenere il certificato di disoccupazione (e relative esenzioni) non tanto perché crede di poter realisticamente ricevere un’offerta di lavoro.

Esclusi dal reddito di cittadinanza e situazioni che fanno perdere il sussidio: i controlli

Il disoccupato iscritto al centro per l’impiego che rifiuta più di tre offerte di lavoro, perde il diritto ai 780 euro di reddito mensili. Restano esclusi dal reddito di cittadinanza inoltre i lavoratori che hanno dato le dimissioni e che, quindi, sono senza lavoro per propria volontà.

Importo reddito di cittadinanza: non per tutti 780 euro

Ci sono anche casi in cui l’importo del reddito di cittadinanza sarà riconosciuto in misura ridotta. In caso di casa di proprietà, dall’importo del reddito di cittadinanza saranno decurtate 200-280 euro al mese. Per chi possiede una seconda casa la quota patrimoniale non potrà superare i 30 mila euro. Per lo stesso principio, ai titolari di assegno di disoccupazione, l’importo del reddito di cittadinanza sarà decurtato dalla stessa cifra dell’assegno.
Quando si parla di 780 euro dunque, si fa riferimento al reddito di cittadinanza massimo per chi ne ha pienamente diritto. Queste regole serviranno, nelle intenzioni del governo, ad evitare che lo strumento di sostegno per la ricollocazione nel mondo del lavoro, si riduca ad una misura di mero assistenzialismo dando spazio ad atteggiamenti di parassitismo.

Leggi anche: Mantenimento ex o reddito di cittadinanza, quale conviene?

Come fare domanda per il reddito di cittadinanza 2019: info e modalità

Se a marzo si apriranno i termini per le domande del reddito di cittadinanza, verosimilmente da gennaio sarà online il sito per compilare la propria scheda e accedere ai percorsi di formazione. Nella piattaforma convoglieranno i dati di tutti i soggetti coinvolti nella misura: beneficiari, centri per l’impiego, Agenzia delle Entrate, Inps, Comune e ANPAL. La domanda di accredito del reddito di cittadinanza dovrà essere inviata online, previa autenticazione mediante SPID. Una volta verificati i requisiti (sarà richiesto di allegare ISEE), il beneficiario del RdC riceverà la relativa Carta di Cittadinanza, sulla quale saranno caricati i 780 euro (o la cifra spettante in caso di riduzioni). Per non perdere tale sussidio, il richiedente dovrà recarsi al colloquio presso il centro per l’impiego, terminato il quale sarà affidato al Navigator.

Cosa avviene dopo la domanda del reddito di cittadinanza: adempimenti per non perdere il sussidio

Presso il centro per l’impiego, il richiedente firma il cd patto di servizio, che è un vero e proprio contratto con il quale ci si impegna a dedicare almeno 8 ore a settimana alla comunità, a prendere parte a corsi di formazione, a notificare qualsiasi variazione del reddito e ad accettare una tra le prime tre offerte di lavoro congrue che si ricevono. A seguire il disoccupato in questo iter sarà, come sopra accennato, il “navigator”. Si tratta di una nuova figura professionale che lavorerà nei centri per l’impiego e che avrà una retribuzione proporzionata al numero di ragazzi che riesce a collocare presso le aziende.


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