Reddito di cittadinanza, 100mila famiglie non lo riceveranno più, perché?

Reddito di cittadinanza negato a 100mila famiglie, ma questa volta la responsabilità non cade su chi lo gestisce ma su chi lo percepisce.

Si contano ben 100mila famiglie, e sono queste che non riceveranno più da novembre il reddito e la pensione di cittadinanza. La sospensione di questo sussidio, contrariamente a quanto si può pensare, non dipende da chi lo gestisce, ma dalle stesse famiglie. Sì, perché  non c’è stata l’integrazione della domanda presentata da molti beneficiari a marzo, prima che venissero introdotte nuove regole e nuovi requisiti per accedere alla misura. A diffondere la notizia è il Corriere della Sera basandosi su quanto viene calcolato dall’Inps. Questo ufficio, poco tempo fa, aveva inviato sms a 520mila famiglie beneficiarie del reddito dicendo loro che dovevano integrare i documenti presentati entro il 21 ottobre. La scadenza valeva per chi aveva fatto la domanda già a marzo.

100mila famiglie non godranno più del Reddito di cittadinanza, perché?

Come abbiamo anticipato sopra, già a marzo più di mezzo milione di famiglie ha presentato richiesta sulla base delle prime norme.

A seguito, c’è stato un periodo transitorio di sei mesi con l’assegno pagato ugualmente, in attesa di inserire le integrazioni.

Con l’arrivo delle integrazioni, c’è stato chi ha ricevuto il messaggio dell’Inps nel quale si doveva siglare due dichiarazioni entro il 21 ottobre.

Con la prima si andava a rendere pubblico, si attestava insomma, di non essere soggetto a misure cautelari né a condanne definitive negli ultimi dieci anni.

Con la seconda si doveva dichiarare che in famiglia non ci sono disoccupati per dimissioni volontarie.

Per i cittadini extracomunitari esistono delle regole  ancora più stringenti: essi devono presentare una certificazione delle autorità dello Stato di provenienza tradotta in italiano e bollata dal consolato per accertare il possesso dei requisiti.

Si conta che solo l’80% dei beneficiari a cui è stato chiesto di integrare la domanda entro il 21 ottobre l’abbia realmente fatto.

Di conseguenza, il 20% non godrà più di tale sussidio, a meno che non avvenga qualche altro imprevisto a loro favore.

Si arriva ad un numero di 850mila, rispetto a  250mila famiglie stimate dal precedente governo.

Infine, come ovvio che sia, questo calo di numeri comporterà anche una diminuzione della spesa sostenuta fino ad adesso dallo Stato proprio per tale sussidio.

Leggi anche:

Reddito di cittadinanza: pagamento bollette (luce, gas, telefono, internet) Bollo auto, benzina, Rca, le Faq aggiornate


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.