Reddito di cittadinanza: ecco i limiti dei lavori utili nei Comuni

Reddito di Cittadinanza: firmato il decreto ministeriale tra Ministero e Comuni per i lavori di pubblica utilità che i beneficiari di RdC dovranno eseguire

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo ha finalmente firmato il decreto ministeriale, combinato con i Comuni, con cui si definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di reddito di cittadinanza dovranno eseguire presso il Comune di residenza. Questo atto dà la possibilità ai Comuni interessati di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del sussidio andranno a svolgere.

I lavori di pubblica utilità nei Comuni per chi percepisce il RdC: ecco i limiti

Il Comune essendo titolare dei “progetti utili alla comunità”, può richiedere la collaborazione di enti del terzo settore o di altri enti pubblici. I lavori di pubblica utilità si possono svolgere nell’ambito culturale, sociale, formativo, ambientale e di tutela dei beni comuni, favorendo alla realizzazione di una comunità migliore. Vengono anche delineati i limiti, all’interno del decreto, delle attività che possono essere realizzate. Chi riceve il reddito di cittadinanza non possono svolgere determinate mansioni, come ad esempio:

  • non possono sostituire il personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore o dal soggetto del privato sociale;
  • non possono ricoprire ruoli o posizioni nell’organizzazione dell’azienda che propone il progetto;
  • non possono sostituire lavoratori assenti per malattia, congedi parentali, ferie e altro;
  • non possono essere utilizzati per rimediare a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di intensità di lavoro.

Reddito di cittadinanza: il patto per il lavoro firmato solo dal 7%

Ad oggi hanno aderito al patto per il lavoro, solo 50mila persone su 700mila. Infatti, la “fase 2” del reddito di cittadinanza, che dovrebbe facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, stenta a partire e si è fermata sulla parziale attivazione al lavoro. A oggi, trascorsi ormai 7 mesi dall’entrata in vigore del Reddito di Cittadinanza, solo 200 mila occupabili sono stati contattati dai centri per l’impiego, di cui solo 70 mila hanno sostenuto un primo colloquio. Solo il 7% degli aventi diritto hanno sottoscritto il patto per il lavoro.  Nel caso in cui si rifiuterà le tre proposte di lavoro previste, il reddito di cittadinanza non gli verrà più erogato.

Reddito di cittadinanza: patto per il lavoro e patto per l’inclusione sociale

Il sussidio, come è ben chiaro anche dal sito del ministero del Lavoro, per riceverlo bisogna rispettare alcune condizioni che riguardano sia l’immediata disponibilità al lavoro sia l’adesione ad un percorso personalizzato, finalizzato all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Chi percepisce il sussidio potrà essere chiamato a svolgere attività di servizio alla comunità, o seguire corsi per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi.  Queste condizioni vanno rispettate da tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi. In base all’articolo 4, comma 15-ter, vengono considerati disoccupati anche chi lavora ma percepisce un reddito inferiore a 8.000 euro e i lavoratori autonomi con redditi inferiori a 4.800 euro.

Sono esclusi dal rispettare tali condizioni:

  • beneficiari della pensione di cittadinanza;
  • beneficiari del reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni;
  • componenti con disabilità, a meno che i componenti del nucleo familiare disabili richieda di spontanea volontà di aderire a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale;
  • i componenti familiari di cui all’interno del nucleo familiare ci siano soggetti minori di tre anni di età o con disabilità grave o non autosufficienti.

Il soggetto che viene convocato presso i Centri per l’impiego deve collaborare con l’operatore addetto (navigator) per stilare il documento che conterrà tutte le competenze e rispettare quello che è previsto nel Patto per il lavoro, come accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue.

Un’offerta si può definire congrua se presenta queste condizioni:

  • l’offerta è coerente con le esperienze e competenze maturate;
  • la distanza del luogo di lavoro e il domicilio e i tempi di trasferimento siano adeguati;
  • durata dello stato di disoccupazione.

Reddito di cittadinanza, la card sarà ricaricata il 28 ottobre, i dettagli

 


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.