Reddito di cittadinanza: esonerati dal patto di lavoro, le ingiustizie

Reddito di cittadinanza e patto di lavoro, chi saranno gli esonerati secondo le ultime novità? La normativa è ingiusta per i disabili, ecco perchè

Chi è beneficiario del Reddito di cittadinanza si dovrà impegnare assiduamente nel lavoro con i patti di lavoro con le iniziative di polita attiva del lavoro  e non solo. Infatti, dovrà svolgere gratuitamente attività presso il proprio Comune di residenza, se previsto fino ad un massimo di 8 ore settimanali. Per coloro che si rifiutano è prevista la decadenza del sussidio.

In base a quanto previsto dal decreto in materia, il beneficiario del reddito di cittadinanza si deve impegnare non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche a svolgere gratuitamente attività per il proprio Comune di residenza, se previste, sino a un massimo di 8 ore settimanali. Il beneficiario dovrà:

  • dichiarare immediata disponibilità al lavoro;
  • aderire al percorso personalizzato per l’inclusione sociale e lavorativa;
  • offrire disponibilità a lavorare per un massimo di 8 ore settimanale, presso il Comune di appartenenza;
  • frequentare corsi per la qualifica e riqualificazione professionale;
  • essere sempre in cerca di lavoro attivamente;
  • inviare tempestivamente comunicazione di variazione del reddito o della situazione lavorativa;
  • accettare uno dei tre primi tre posti di lavoro che gli verranno offerti, ricordiamo che in base al decreto-legge, un’offerta non può essere considerata congrua se la retribuzione non risulta pari a 858 euro mensili.

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Chi sono gli esonerati dal patto di lavoro?

La normativa prevede alcune eccezioni, color che sono esonerati in quanto disabili (appartenenti a categorie protette) e gli studenti. Inoltre, sono esonerati anche coloro che fruiscono della pensione di cittadinanza e gli over 65. Anche i Caregiver, il beneficiario che si assiste il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3., tale definizione deve risultare dall’ISEE.

Con le ultime novità, sono esonerati anche coloro che si trovano in malattia, le donne in gravidanza e i tirocinanti. Per chi lavora è esonerato se l’attività svolta lo impegna per 20/25 ore settimanale, saranno considerati anche gli spostamenti per recarsi a lavoro.

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Reddito di cittadinanza: disabili esonerati, un’ingiustizia

Vi propongo il messaggio che mi è arrivato tramite WhatsApp da un lettore ci scrive:

 Vorrei formulare una protesta Di Maio, perché è giusto che un ragazzo inabile iscritto all’università e percettore del reddito di cittadinanza non rientra tra i soggetti che possono essere avviati al lavoro…? Così ci si sente discriminati e si favorisce il lavoro nero

Carissimo, non immagino nemmeno come lei si possa sentire, e quanto la parola “disabile” possa infierire sul suo percorso e sulla sua grande voglia di fare. Penso che la normativa debba dare possibilità di lavoro anche ai ragazzi che come lei riescono a perseguire una laurea e possono tranquillamente immettersi nel mondo del lavoro in base alle loro capacità. La norma è stata generalizzata, senza pensare quanto sia importante valorizzare il mondo del lavoro con studenti capaci e pronti ad affrontare il mondo.

La ringrazio di avermi scritto e spero che questo messaggio sia recepito da molti.

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”